Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 12 aprile 2012 alle ore 18:27.

Sarà la crisi dei negoziati europei che languono con soli 13 su 35 capitoli aperti, ma tutti bloccati per la questione cipriota e per la richiesta turca di abolire i visti nell'area Schengen; oppure sarà la scelta a sorpresa contro l'ingresso della Turchia nella Ue, ribadita anche dal candidato socialista all'Eliseo, François Hollande; fatto sta che la Turchia guarda sempre più a est e si dirige di conseguenza verso una strisciante islamizzazione e abbandono della laicità del suo fondatore, Kemal Ataturk.
L'ultima prova di questo indirizzo sotteraneo, ma continuo verso Oriente viene dalla recente riforma della scuola. Le ragazze turche che frequenteranno le scuole religiose (le cosiddette imam-hatip) potranno indossare il velo all'interno dell'istituto scolastico durante le ore di religione. Lo ha affermato il ministro dell'Istruzione pubblica, Omer Dincer, spiegando al quotidiano Hurriyet, bandiera laica della stampa turca, alcuni particolari inediti e preoccupanti della contestata riforma dell'Istruzione, firmata proprio dal presidente della Repubblica Abdullah Gul, pochi giorni fa e che ha attirato critiche e proteste di piazza da parte dei partiti secolari davanti al parlamento di Ankara, preoccupati dalla prospettiva di un'islamizzazione della gioventù turca.
IL VELO ISLAMICO A SCUOLA
Esagerazioni strumentali del Chp, il partito secolarista? Forse, ma qualche indizio fa pensare che qualche rischio ci sia. «Le studentesse che scelgono le imam-hatip - ha spiegato Dincer - potranno andare a scuola con il velo, a patto che lo indossino solo nelle ore di religione». Insomma, velo sì ma solo un pochino. Una evidente rottura con il passato che in realtà apre le porte a un potente simbolo religioso nella scuola pubblica. Il ministro ha aggiunto che la possibilità di indossare il velo nelle ore di religione potrebbe essere estesa anche agli altri indirizzi scolastici. Un altro passo verso l'Iran khomeinista - gridano i laici - dove tutte le donne "devono" portare il velo in ogni occasione pubblica. In un paese al 99% musulmano aprire al velo vuol dire renderlo praticamente obligatorio.
Come se non bastasse il titolare dell'Istruzione turca ha anche anticipato che alle tradizionali ore di religione potrebbero essere aggiunti altri corsi, come uno sul Corano, e uno sulla vita del Profeta Maometto.
La riforma scolastica prevede il passaggio dall'attuale sistema (sette più quattro anni) a tre cicli di quattro, anni di cui i primi due obbligatori. Dopo il primo, sarà possibile frequentare l'imam-hatip, le scuole religiose dove si è formato lo stesso premier Recep Tayyip Erdogan che servono a formare il personale religioso musulmano.
SCELTE TROPPO ANTICIPATE
Il governo islamico-moderato al potere dell'Akp ha detto che la riforma è stata studiata per venire incontro alle esigenze del mercato del lavoro e delle famiglie. Dall'età di 10 anni gli studenti dovranno scegliere una specializzazione per il proprio corso di studi.
In passato il premier turco Erdogan aveva cercato di modificare l'ordinamento degli studi, ma era sempre stato bloccato dall'allora potente establishment militare, storico difensore dello Stato laico fondato da Mustafa Kemal Ataturk, militari oggi messi alle corde insieme a un centinaio di giornalisti incarcerati per accuse di "terrorismo" che secondo l'opposizione del Chp sono accuse che nascondono mezzi intimidatori per chi si oppone alle politiche del governo.
In dicembre, durante un convegno, il premier turco aveva assicurato che il suo governo «avrebbe fatto crescere generazioni di giovani devoti» con chiaro riferimento alla riforma dell'istruzione. Erdogan ritiene che il problema della laicità è che spinge i giovani al relativismo religioso e morale, male da cui egli intende preservare i giovani turchi "spingendoli" versi i valori religiosi islamici e la tradizione ottomana.
LE PROTESTE DEGLI INDUSTRIALI
Il nuovo ordinamento di studi in realtà è stato fortemente criticato anche dal mondo degli imprenditori della Tusiad, la Confindustria locale, e dalle Ong anche per un altro aspetto. Dal secondo ciclo sarà possibile accedere alle lezioni tramite e-learning, cioè stando a casa. Questo, secondo gli industriali, potrebbe portare all'abbandono scolastico di molti studenti, soprattutto le donne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Permalink
Ultimi di sezione
-
Italia
Dalla Calabria alla Lombardia, così la 'ndrangheta impone anche il caffè
-
USA
Obama a Berlino: più riforme per crescita e occupazione
dal nostro inviato Mario Platero
-
sul blog di beppe grillo
M5s, in corso il voto online sulla "dissidente" Gambaro (che riceve insulti dai colleghi e via web)
-
VISTI DA LONTANO
Una "tariffa congestione" di 30 euro per entrare a Venezia. L'appello per salvare la città dal sovraffollamento
-
TASSE
Zanonato: «Fisco più leggero, vogliamo ridurre Imu sulle imprese»
-
Italia
Maturità, le tracce del ministero








