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Questo articolo è stato pubblicato il 23 aprile 2012 alle ore 06:40.

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Benedetto
Santacroce La delega fiscale non punta a creare un nuovo modello fiscale, ma interviene sull'attuale assetto normativo per correggere alcuni aspetti critici. Tale scopo traspare chiaramente dal contenuto delle singole misure messe in campo, che per alcuni versi si presentano addirittura eccessivamente precise e mirate.
Proprio per questo viene da chiedersi se lo strumento della delega possa essere considerato il veicolo normativo più adatto allo scopo. In primo luogo per i tempi che sono necessari per la sua attuazione. Non è verosimile, infatti, pensare che tra l'approvazione della legge delega e quella dei decreti legislativi passi meno di un anno. Probabilmente sotto questo profilo la revisione normativa del catasto degli immobili non è un provvedimento che può attendere. In effetti sono sotto gli occhi di tutti gli effetti di iniquità che l'attuale assetto crea con l'applicazione dell'Imu.
In secondo luogo per le modalità con cui si realizza il processo di formazione della volontà normativa. Sotto questo profilo, probabilmente, sarebbe stato più appropriato lasciare alcune decisioni al Parlamento, come per le regole sulla tassazione ambientale. Tassazione che risente enormemente delle decisioni che si assumono in Europa e che si scontra con le esigenze di natura territoriale governate a livello regionale.
In terzo luogo per la natura e l'ampiezza dell'intervento richiesto. Da questo punto di vista forse non sarebbe stata necessaria una delega per disciplinare l'abuso del diritto o per definire la portata applicativa del raddoppio dei termini di accertamento in caso di ipotesi di reato in cui si richiede che l'invio della denuncia venga effettuata entro un termine correlato allo spirare del termine ordinario di decadenza. Se non pensando al fatto che su questi temi si è provato più volte a legiferare senza successo.
Al contrario la delega è sicuramente calzante e adeguata quando si chiede al Governo di legiferare per una revisione della tassazione di imprese e lavoratori autonomi nella logica di una crescita strutturale o si chiede di intervenire per la razionalizzazione delle regole di determinazione del reddito d'impresa e della produzione netta o per migliorare, semplificare e integrare le discipline connesse all'Iva e alle altre imposte indirette.
A prescindere dal veicolo normativo – su cui, però, bisognerebbe ancora riflettere – le principali tematiche indicate dal Governo costituiscono delle priorità, in alcuni casi, improcrastinabili. Questo perché perseguono finalità di equità, razionalizzazione, semplificazione e certezza che sono necessarie per consentire ai contribuenti di operare in sicurezza. In effetti, molte scelte di investimento e molti comportamenti di immobilismo sono causati proprio dalla mancanza di regole semplici e chiare che nell'intento dell'Esecutivo dovrebbero trovare soluzione proprio con i decreti delegati.
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