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Questo articolo è stato pubblicato il 24 aprile 2012 alle ore 11:40.
L'ultima modifica è del 24 aprile 2012 alle ore 10:35.
A marzo il divario tra salari e prezzi è il più alto dall'agosto del 1995
Le retribuzioni contrattuali orarie a marzo restano ferme su febbraio e salgono dell'1,2% su base annua. Lo rileva l'Istat, aggiungendo che la crescita tendenziale è la più bassa almeno dal 1983, ovvero dall'inizio delle serie storiche ricostruite, 29 anni fa. Nel mese scorso, poi, la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,2%) e il livello d'inflazione (+3,3%), su base annua, tocca una differenza di 2,1 punti percentuali, che rappresenta il divario più alto dall'agosto del 1995. Un lavoratore dipendente su tre è in attesa del rinnovo del contratto di lavoro.
Tra febbraio e marzo il peso delle retribuzioni non cambia
A marzo, rileva l'Istat, l'indice delle retribuzioni contrattuali orarie registra una variazione nulla rispetto al mese precedente e un incremento dell'1,2% rispetto a marzo 2011. Nel primo trimestre del 2012 la retribuzione è cresciuta dell'1,3% rispetto al corrispondente periodo del 2011.
Tessile e abbigliamento, le buste paga crescono di più
I settori che a marzo presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono quello tessile, abbigliamento e lavorazione pelli (2,9%). Seguono quello chimico, comparto di gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e quello delle telecomunicazioni (2,7% per tutti i comparti). Si registrano, invece, variazioni nulle nell'agricoltura, nel credito e assicurazione e in tutti i comparti appartenenti alla pubblica amministrazione.
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