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Questo articolo è stato pubblicato il 24 aprile 2012 alle ore 09:20.
Nel Percorso della sicurezza ci saranno anche telecamere per registrare i transiti sugli assi viari di cui la provincia di Isernia è snodo. Un modo per contrastare la criminalità. Da quella grande, che traffica in rifiuti e continua a farlo approfittando dell'incerto avvio del Sistri (il sistema satellitare che dovrebbe tracciare tutti i trasporti effettuati dagli operatori del settore), a quella piccola.
Quando si parla di videosorveglianza contro la criminalità, si pensa soprattutto alle telecamere installate da sempre più Comuni sulle loro strade urbane. E invece l'idea di tenere sotto controllo anche i percorsi extraurbani è anch'essa consolidata: si cominciò nel 1997, con il piano per la Salerno-Reggio Calabria, segnata all'epoca anche da omicidi (come quello del piccolo americano Nicholas Green durante un tentativo di rapina). Solo che da allora la videosorveglianza ha riguardato soprattutto le autostrade, peraltro già facili da controllare in quanto vi si può entrare e uscire solo da pochi svincoli. Sulla viabilità ordinaria, c'è un piano dell'Anas mirato più a code e incidenti, che ha portato a installare telecamere solo negli ultimi due anni.
In Molise, a questo piano si affiancano ora le telecamere del Percorso della sicurezza, la cui immagini confluiranno nella sala operativa della Polizia provinciale di Isernia. Come spiegato dal comandante, Ezio Stefanelli, all'occorrenza le immagini saranno poi messe a disposizione di tutte le altre forze di polizia. Infatti, ai fini di indagini giudiziarie, non valgono le regole sulla privacy e le forze dell'ordine hanno ampie possibilità d'intervento.
Le immagini sono raccolte dalla Polizia procinciale perché il soggetto promotore di questa parte dell'iniziativa è la Provincia, che ne ha condiviso il principio ispiratore: quello della sicurezza percepita e condivisa dai cittadini.
La percezione è molto importante in zone come queste, dove gli indici di criminalità sono bassi in assoluto e quindi può bastare anche un solo episodio a creare allarme sociale. È il caso della morte di un poliziotto avvenuta il 23 marzo sulla statale 85 all'altezza di Macchia d'Isernia, mentre inseguiva una vettura che non si era fermata all'alt.
L'episodio, tra l'altro, è avvenuto su una delle statali incluse nel Percorso della sicurezza, perché è una parte degli itinerari di attraversamento del Molise che collegano altre regioni. Quindi possono essere utilizzati da criminali come alternativa alle autostrade, dove i transiti lasciano più tracce. Il 23 marzo l'alt della pattuglia potrebbe aver disturbato uno di questi viaggi. Anche per questo l'assessore regionale Filoteo Di Sandro, presentando il Percorso della sicurezza, ha evidenziato che esso consente di controllare i confini della regione per evitare infiltrazioni.
Anche la condivisione della sicurezza con i cittadini ha un ruolo fondamentale, non solo sul fronte del comportamento stradale (dove serve a ottenere una guida più prudente) ma anche su quello del contrasto alla criminalità: «In molti centri della Provincia di Isernia – spiega il prefetto, Filippo Piritore – la tradizionale tranquillità sociale fa sì che ci sia ancora l'abitudine di lasciare la porta di casa aperta. Siamo impegnati nel comunicare agli abitanti, soprattutto a quelli più anziani, che è opportuno cambiare abitudini, anche se non vogliamo preoccuparli».
Dal punto di vista tecnologico, la videosorveglianza sfrutterà l'infrastruttura creata nel l'ambito del Percorso della sicurezza: le immagini viaggeranno sulla normale rete elettrica, su cui è stata implementata la tecnologia delle onde convogliate che serve appunto a far passare sui cavi esistenti (quindi risparmiando) il segnale delle telecamere ( si veda la scheda qui a sinistra).
ONDE CONVOGLIATE
La tecnologia
I sistemi a onde convogliate (Tcg) sfruttano una dorsale già esistente per veicolare tecnologie, dati e servizi
Il principio sta nel far viaggiare onde di trasmissione attraverso i cavi della rete elettrica del sistema di illuminazione stradale
Le caratteristiche
La velocità di trasmissione è di almeno 80Mbit/s. Ciò rende possibile l'interconnessione a banda larga e l'installazione e il controllo di sistemi
Tali sistemi vanno dalla videosorveglianza al controllo traffico, dalle centraline meteo e inquinamento al telecontrollo dell'illuminazione e al telesoccorso
Il risparmio
Abbinati all'impianto di illuminazione ci sono lampade a led, con risparmio minimo del 50% nei consumi e del 90% nella manutenzione
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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