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Questo articolo è stato pubblicato il 26 aprile 2012 alle ore 19:29.
Josep Guardiola (Afp)
Quella dell'altra sera contro il Chelsea potrebbe essere stata l'ultima gara in Champions League di Pep Guardiola sulla panchina del Barcellona stellare. Dalla Spagna arrivano voci piuttosto insistenti circa il possibile distacco dell'ex giocatore del Brescia dalla squadra con la quale ha vinto tutto. Ieri ci sarebbe stato un incontro durato tre ore tra lui, il tecnico che in maglia blaugrana ha riscritto il modo di fare calcio in Europa, e il presidente del club catalano, Sandro Rosell.
Secondo quanto si apprende dalla stampa spagnola, il divorzio sarebbe ormai cosa certa. E domani, dopo aver parlato con i suoi giocatori, Guardiola potrebbe fare l'annuncio che certifica la fine di una storia bellissima per il Barcellona, certo, ma anche per tutti gli appassionati del bel calcio. Del destino di Guardiola si fantastica da tempo, da quando lui stesso ammise di non aver ancora le idee chiare rispetto a quanto avrebbe voluto fare in futuro. Con il contratto in scadenza nel giugno del 2012, l'epilogo in un senso o nell'altro era tuttavia soltanto questione di settimane. Si diceva che il tecnico desiderasse continuare la sua avventura alla guida di Messi e compagni, ma anche che il rapporto con la dirigenza fosse ormai arrivato al capolinea. Guardiola era un personaggio scomodo da gestire anche perché straordinariamente vincente. Da qui, la riflessione che probabilmente chiuderà uno dei periodi più importanti della storia del Barcellona.
Per il Mundo Deportivo, il domani di Guardiola potrebbe chiamarsi Nazionale dell'Inghilterra. Proprio così, pare che la Federcalcio inglese abbia pensato a lui per sostituire Fabio Capello e ridare lustro alla rappresentativa dei Tre Leoni. Ma l'affare non si presenta facile perché l'allenatore spagnolo ha moltissimi ammiratori in giro per il mondo. Soprattutto, guarda un po', proprio in Inghilterra. Ci sarebbe Abramovich che per lui stravede da almeno un paio di stagioni e che potrebbe chiudere un occhio sulle ottime prestazioni di Di Matteo per consegnare il Chelsea nelle mani di un fuoriclasse della panchina. Ma non è un mistero che pure sir Alex Ferguson abbia una stima incondizionata nei confronti di Pep. Tanto che lo avrebbe indicato come suo possibile (e prossimo) successore nello spogliatoio del Manchester United. E cosa dire dei cugini del City? La disastrosa campagna europea di Mancini potrebbe spingere lo sceicco Mansur ad offrire a Guardiola un contratto faraonico per affidargli la squadra nella prossima stagione.
Detto dell'Inghilterra, che sembra ad oggi essere la destinazione più probabile per il numero uno del Barca, non si può sottovalutare la possibilità che anche le squadre italiane dicano la loro a proposito. Inter e Milan su tutte, per ragioni diverse. Perché Moratti lo segue da tempo e sarebbe felicissimo di poter contare su di lui per la rifondazione dei prossimi mesi e per mettere da parte una volta per tutte il fantasma di Mourinho. E Berlusconi non pare essere troppo felice della stagione di Allegri, che non è mai stato così in bilico come nelle ultime tre settimane. Per Guardiola, sarebbe un ritorno nel campionato che l'ha accolto nella fase finale della sua carriera da giocatore.
I numeri dell'allenatore di Santpedor sulla panchina del Barcellona sono da record. Con la partita dell'altra sera in Champions League, Guardiola ha raggiunto le 239 presenze alla guida del club catalano, tra campionato, coppe nazionali e internazionali, e amichevoli. Ben 175 (quasi 3 su 4) sono state le vittorie, 46 i pareggi, 19 le sconfitte. Per una bacheca che ospita attualmente 3 scudetti, 1 Copa del Rey, 3 Supercoppe spagnole, 2 Champions League, 2 Supercoppe europee e 2 Mondiali per club.
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