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Questo articolo è stato pubblicato il 29 aprile 2012 alle ore 18:48.
Atene salvata (per ora) ma le banche sono al collasso
La Grecia sarà anche stata salvata (per ora), ma le sue banche sono al collasso. Non tanto e non solo per quelle perdite record da 28 miliardi di euro registrate a fine 2011. Quello è il prezzo salato pagato al piano di swap dei creditori privati. Tra cui ovviamente le banche elleniche che si erano riempite di titoli di Stato di Atene fin dall'inizio della crisi per soccorrere il Governo a fronte della fuga degli investitori esteri. Quei 28 miliardi di buco sono frutto del taglio del 79% del valore dei bond in pancia alle prime 4 banche del paese: National Bank of Greece; Piraeus; Efg Eurobank e Alpha bank.
Ora quelle perdite verranno colmate dalle ricapitalizzazioni per le quali l'Fmi ha chiesto ai privati di partecipare. Già ma quali privati? Chi è in condizioni oggi in Grecia di ridare mezzi freschi agli istituti di credito?
C'è più di una possibilità di non vedere più restituiti quei denari, insomma di vederli volatilizzare.
E il motivo è nella pesante crisi che il sistema bancario greco sta vivendo, in sintonia con le pessime condizioni del Paese che si appresta a vivere il quarto anno di recessione profonda dall'inzio della crisi. E se anche le perdite causate dallo swap verranno coperta dai nuovi aiuti resta la condizione di estrema fragilità del sistema bancario. Un dato su tutti presoccupa: non si arresta la fuga dei depositi dalle banche elleniche. Clienti che non si fidano più e ritirano i soldi dagli sportelli. All'inizio del 2012 i depositi del totale delle banche sono scesi a poco più di 170 miliardi dai 240 miliardi della primavera del 2009.
Settanta miliardi fuoriusciti dalle banche nell'arco di poco meno di tre anni. Su base annua l'emorragia è del 20%; un quinto dei conti correnti è stato chiuso e ha preso altre strade. Segno tangibile della crisi di fiducia che regna ad Atene.
E se i depositi scendono anche i prestiti non possono che seguire la stessa strada. Da un lato non c'è più domanda; dall'altro le banche devono ridurre i crediti per mantenere il rapporto tra depositi e prestiti a un livello sostenibile. E già oggi quel livello è deteriorato. Per Piraeus, come spiega uno studio di Mediobanca Securities, il rapporto prestiti/depositi è al 162%; per Alpha bank al 153% per Eurobank al 148%. E la media si colloca al 140%. Il rapporto ideale dovrebbe essere più vicino al 100%: cioè prestiti uguali ai depositi. Il che fa pensare che le banche di Atene andranno incontro a un'ulteriore riduzione dei crediti. In un paese fiaccato da anni di recessione si chiude anche l'ultimo rubinetto, quello del credito. Con una doppia conseguenza. Che per le banche di Atene si profila un 2012 ancora in perdita e che per il paese senza più prestiti la recessione sarà ancora più profonda.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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