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Questo articolo è stato pubblicato il 04 maggio 2012 alle ore 12:31.

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«Dagli accertamenti seppur provvisori dell'Agenzia delle entrate sembrerebbe che avesse un debito non superiore ai mille euro». Lo ha detto il procuratore di Bergamo a proposito di Luigi Martinelli nel corso della conferenza stampa per spiegare ciò che è accaduto ieri all'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia. «La persona - ha spiegato il magistrato - è stata arrestata e chiederemo la convalida dell'arresto. Solo dopo l'interrogatorio del gip potremo sapere meglio le cose. Dalle poche cose che la persona ha detto in modo informale sembrerebbe che si sia trattato di una protesta dimostrativa peraltro non oggettivamente giustificata».

L'accusa nei confronti dell'uomo è di sequestro di persona.
È chiuso nel carcere di Bergamo Luigi Martinelli, l'imprenditore di 54 anni che ieri, armato, ha preso in ostaggio clienti e dipendenti dell'Agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia (Bergamo) e si è arreso solo dopo sei ore. Ha passato la notte nella caserma dei Carabinieri e poi è stato condotto al carcere dove dovrà svolgersi l'interrogatorio di garanzia.
La sua azienda non è fallita e l'agenzia delle entrate ha richiesto solo dei pagamenti.

Un fucile a pompa e due pistole cariche, un coltello di circa 10 centimetri e un centinaio di pallottole: è questo il piccolo arsenale che Luigi Martinelli aveva con sè ieri quando è entrato nell'ufficio dell'agenzia delle Entrate di Romano di Lombardia. Martinelli aveva una licenza per porto d'armi ad uso caccia scaduta e quindi poteva detenere le armi che erano state regolarmente denunciate, ma non poteva utilizzarle. Gli inquirenti hanno confermato che l'uomo ha sparato un solo colpo con il fucile che aveva nascosto sotto il giubbotto mentre tutte le altre armi erano dentro ad uno zainetto di colore mimetico.

«Il presidente del Consiglio, Mario Monti, aveva dato la disponibilità di parlare con l'uomo», ha rivelato il procuratore di Bergamo. «Naturalmente - ha precisato - se ci fosse stato bisogno». «Non c'è mai stata una vera minaccia per gli ostaggi», ha chiarito il procuratore.

Intanto se gli impiegati e la direttrice che sono tornati regolarmente al lavoro stamani non hanno alcuna intenzione di parlare di quanto è successo ieri, il drammatico pomeriggio dell'uomo barricato nell'ufficio è l'argomento di discussione di tutto il Paese. Anche di quelli che stamani si sono presentati all'agenzia delle Entrate, regolarmente aperta, per sbrigare qualche pratica. «Non si possono giustificare assolutamente questi atti così violenti - ha detto una signora uscendo con una cartelletta in mano - ma bisogna anche capire che siamo tutti all'esasperazione: io è la terza volta che vengo qui a chiedere la rateizzazione di una grossa somma da pagare». «Io abito qui vicino, e ieri quindi ho vissuto quasi tutto in diretta - ha detto una donna passando con il marito davanti all'ufficio dell'agenzia -, mio marito ritiene che quell'imprenditore sia un po' matto, io invece credo proprio che abbia ragione, ho una figlia con una piccola attività in proprio e mi ha detto che un paio di mesi fa ha dovuto pagare 8 mila euro di non so che tasse e altrettante ne dovrà pagare prima dell'estate».

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