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Questo articolo è stato pubblicato il 06 maggio 2012 alle ore 23:09.
Una cavalcata straordinaria, uno scudetto inatteso e per questo ancora piu' bello. La Juve e' di nuovo campione d'Italia, un successo che chiude nel migliore dei modi sei anni iniziati con lo tsunami di Calciopoli e proseguiti con una difficile ricostruzione. Una vittoria eccezionale perche' arrivata dopo due settimi posti consecutivi, al termine di una stagione senza sconfitte, con la miglior difesa del campionato, record abbattuti uno dopo l'altro. Una vittoria giunta al termine di un duello appassionante con il Milan, con i bianconeri sempre avanti (+6 alla quinta giornata) o alla pari con i rossoneri tranne che per cinque giornate - dalla 26° alla 30° -, dopo l'infuocato scontro diretto di San Siro con il gol non convalidato a Muntari.
Un duello con brivido finale, causato alla terz'ultima giornata da Gigi Buffon la cui leggerezza nella partita contro il Lecce e' costata ai bianconeri due punti di vantaggio sui rivali.
Che potesse essere una stagione diversa rispetto alle ultime due fallimentari, lo si era capito gia' dalla prima giornata. Esordio nel nuovo stadio con quattro gol al Parma, gioco spumeggiante, organizzazione, dominio sull'avversario. Caratteristiche che la squadra di Conte avrebbe poi mantenuto in seguito. A Siena la Juve conferma il risultato ma non la prestazione, poi frena due volte con Bologna e Catania, dove e' salvata da Krasic dopo aver sofferto.
Arriva il primo vero scoglio, il Milan, e la Juve lo supera di slancio: domina in lungo e in largo i rossoneri, pur raccogliendo i frutti soltanto nel finale con una doppietta di Marchisio. Ecco la prima chiave: i gol dei centrocampisti, lo stesso Marchisio e Pepe, poi seguiti da Vidal. Dall'esaltazione, si prosegue con due pareggi consecutivi (Chievo fuori e Genoa in casa) poi arriva il successo con la Fiorentina prima di altri due esami.
Vucinic e Marchisio firmano il successo in trasferta sull'Inter; a Napoli la Juve va per la prima volta in seria difficolta': sotto 1-3 rimonta con carattere e pareggia. Marchisio e Pepe, insieme a Matri, firmano i successi su Palermo, Lazio, Cesena e Novara. In mezzo i due pari esterni con Roma e Udinese (recupero della prima giornata), ultimo appuntamento prima della sosta invernale.
Il 2012 inizia con il successo di misura a Lecce, cui segue il lo stop in casa con il Cagliari. Le ombre sono immediatamente scacciate sul campo dell'Atalanta (vittoria per 2-0), poi successo pesante in casa sull'Udinese con doppietta di Matri. La neve interrompe il ritmo: rinvii a Parma e Bologna che poi, nei recuperi, riusciranno a bloccare la Signora. Arrivano quindi un pari interno con polemiche con il Siena e tre punti con il Catania.
Alla giornata 25, la squadra di Conte strappa il pareggio nello scontro diretto di San Siro con il gol non convalidato a Muntari che restera' l'oggetto delle recriminazioni rossonere. La Juve mantiene le distanze dal Milan, poi pero' subisce il sorpasso dei rossoneri complici altri due pareggi consecutivi (Chievo in casa e Bologna nel recupero). Il rossoneri salgono a +4 quando la Juve impatta a Genova non riuscendo a vincere una partita dominata.
Sembra tutto finito invece arriva la svolta. Da Firenze in poi i bianconeri piazzano una serie di otto vittorie consecutive, condite da 23 gol fatti e uno solo al passivo. Il Milan frena a Catania, poi in casa cede alla Fiorentina e frena con il Bologna.
La Juve recupera sette punti in quattro giornate e vola a +3: 71 punti a 68 a cinque giornate dal termine. Il testa a testa e' un botta e risposta, vince il Milan e vince la Juve. Fino all'epilogo: lo stop sbagliato da Buffon che consegna al Lecce la palla del pareggio a cinque miuti dalla fine permette ai rossoneri di ridurre lo svantaggio a un punto a due giornate dal termine (78 Juve, 77 Milan). Sistema tutto la penultima giornata: Juve vittoriosa sul Cagliari, il Milan crolla nel derby con l'Inter. La Juve e' Campione d'Italia.
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