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Questo articolo è stato pubblicato il 11 maggio 2012 alle ore 08:10.

di Giorgio Pogliotti
ROMA - Gli sgravi contributivi sul salario di produttività diventano strutturali dal 2012. Un emendamento del governo al disegno di legge sulla riforma del mercato del lavoro prevede da quest'anno l'entrata a regime della "cedolare secca del 10%", introdotta sperimentalmente nel triennio 2008-2010, finanziata con una dote di 650 milioni – già in bilancio - che arriveranno da un fondo ad hoc per incentivare la contrattazione di secondo livello. Viene anche autorizzato il ministero del Lavoro ad attivare le risorse per gli sgravi contributivi dei premi erogati nel 2011.
Questa è solo una delle novità, peraltro molto attesa dal mondo del lavoro, che arriva dall'XI commissione del Senato, dove l'esecutivo ha depositato 27 emendamenti, oltre ai 16 dei relatori Maurizio Castro (Pdl) e Tiziano Treu (Pd). Oggi alle 18 è fissato il termine per i subemendamenti e da martedì sera alle 19 – dopo i pareri della commissione Bilancio – inizieranno le votazioni, con l'obiettivo di concludere entro giovedì mattina. Dopo i contrasti dei giorni scorsi, infatti, la convergenza trovata tra Pd e Pdl dovrebbe assicurare la blindatura del testo da portare in Aula. I relatori hanno spiegato che i loro emendamenti «rappresentano il frutto di intese con il governo», annunciando che i partiti della maggioranza hanno deciso di «sfoltire drammaticamente» il migliaio di emendamenti presentati.
Un'altra importante novità è contenuta in un emendamento dei relatori che delega il governo ad adottare entro 9 mesi uno o più decreti legislativi per favorire il coinvolgimento dei lavoratori nell'impresa, attraverso la stipulazione di un contratto collettivo aziendale e individuale, prevedendo anche la partecipazione agli utili o al capitale dell'impresa, all'attuazione e al risultato dei piani industriali. In linea con il modello tedesco, è previsto il controllo sull'andamento o su determinate scelte di gestione aziendale, attraverso la partecipazione di rappresentanti eletti da lavoratori o sindacati in organi di sorveglianza.
Inoltre, i lavoratori dipendenti avranno un accesso privilegiato al possesso di azioni, quote del capitale dell'impresa, o diritti di opzione sulle stesse, direttamente o mediante la costituzione di fondazioni, di appositi enti in forma di società di investimento a capitale variabile, oppure di associazioni di lavoratori, i quali abbiano tra i propri scopi un utilizzo non speculativo delle partecipazioni.
Sui licenziamenti sono stati confermati due emendamenti già annunciati dai relatori: il primo attiva un meccanismo definito "antifrode", per cui il licenziamento intimato produce effetto dal giorno della sua comunicazione; un'eventuale malattia non può bloccare la procedura di conciliazione (fanno eccezione la maternità e gli infortuni sul lavoro). Il secondo prevede che nei licenziamenti disciplinari venga eliminato il riferimento alle «previsioni della legge» dalle ipotesi per cui il giudice può condannare il datore di lavoro al ritiro del licenziamento e alla reintegrazione del lavoratore. Che è prevista qualora il giudice verifichi l'insussistenza dei fatti contestati o perché il fatto rientra tra le condotte punibili con una sanzione conservativa sulla base dei contratti collettivi e dei codici disciplinari. Il lavoratore che perde il posto, inoltre, potrà trasformare l'indennità del nuovo ammortizzatore Aspi in liquidazione per avviare un'attività autonoma: sono disponibili 20 milioni di euro all'anno per 3 anni. Un emendamento del governo, infine, ha ripristinato l'esenzione dei ticket sanità per i disoccupati.
Dal Pd, la presidente dei senatori Anna Finocchiaro fa sapere che grazie al «buon lavoro fatto dai relatori» ci sono «tutte le condizioni per arrivare in tempi rapidi all'approvazione del Ddl».
Divisioni nel Pdl, con Giuliano Cazzola e Maurizio Gasparri che considerano positivamente le modifiche contenute negli emendamenti dei relatori che correggono i vincoli inizialmente posti a carico dei rapporti di lavoro flessibili. Critici Altero Matteoli e l'ex Ministro Maurizio Sacconi che non parteciperà ai lavori parlamentari e che, pur sottolineando i «miglioramenti rispetto al contenuto originale», evidenzia le «complicazioni regolatorie ed onerosità di molte tipologie contrattuali».
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