Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 13 maggio 2012 alle ore 15:44.
L'ultima modifica è del 13 maggio 2012 alle ore 14:35.

My24
Gran Premio di Spagna, Pastor Maldonado esulta sul podio dopo aver vinto la corsa (Italy Photo Press)Gran Premio di Spagna, Pastor Maldonado esulta sul podio dopo aver vinto la corsa (Italy Photo Press)

È un futuro fra i grandi quello di Pastor Maldonado, un ventisettenne ancora poco conosciuto ai più che oggi nella calda pista europea del Montmelò ha firmato la prima vittoria in Formula 1 della sua carriera e, soprattutto, la prima in assoluto per il Venezuela in questo sport. Ed è anche un ritorno al successo per la Williams dopo anni di digiuno: se l'ultima pole non era in fondo così remota, per ricordare un'altra vittoria del team di Grove bisogna tornare indietro al buon 2004 di Juan Pablo Montoya, che poteva contare sui motori BMW.

Oggi la Formula 1 festeggia quindi il quinto differente pilota sul gradino più alto del podio su cinque gare corse in questa stagione, dove anche fra le scuderie nessuna ha fatto ancora il bis. Segno di un equilibrio mutevole, di un vantaggio mai consolidato dai "soliti noti" e soprattutto indizio sufficiente per essere sicuri che l'annata 2012 di Formula 1 sia alquanto diversa dal passato.

Come se non bastasse, non è certo di secondaria importanza quanto questa gara sia una prova tangibile di un progresso della Ferrari ormai indiscutibile. Il "passo in avanti" raccontato dai piloti prima della gara corrispondeva al vero: la costanza di Alonso ha dimostrato che la macchina ha raggiunto una forma finalmente competitiva.

Quello che si è visto in pista è stato quindi un Gran Premio di Spagna impegnativo, teso e molto divertente. Non importa che le posizioni di testa non si siano discostate dalle qualifiche: d'altra parte le statistiche di Barcellona hanno quasi sempre visto primeggiare il pole sitter o comunque chi lo affiancava in prima fila. È solo una tradizione che si consolida.

Le previsioni hanno confermato tutte le migliori aspettative su Williams, Ferrari e Lotus che, per certi aspetti, era data per favorita. Hanno deluso invece Mc Laren e Red Bull, ancora una volta più per problemi causati dal team che dai piloti, mentre le Mercedes sono state abbastanza insipide. Meno bene del previsto Perez; Schumacher da rimandare a settembre.

È proprio il kaiser tedesco la delusione più grossa della gara, il campione più assente di tutti: a pochi giri dalla partenza, infatti, pur gravitando dietro Maldonado, Alonso, Rosberg e il sempre più veloce Grosjean, è da riconoscergli che continuava a tenere dietro la Red Bull di Vettel, un Button in apparente ripresa e via via il resto dello schieramento. Ma al tredicesimo giro un grosso fraintendimento con Senna junior costa la gara a entrambi: Senna cambia una volta direzione in staccata come gli consente il regolamento, Schumi pensa forse stia per farlo anche una seconda volta, quindi lo tampona secco nel di dietro, convincendosi fosse meglio staccare più tardi come del resto le sue gomme più fresche potevano consentire. Invece niente: gara compromessa, sporco per terra e ancora un gran premio senza risultati qualificanti. Contemporaneamente la gara assume già un'immagine chiara a molti: le Lotus vanno bene ma Maldonado e Alonso sono i piloti da battere. L'asturiano aveva sottratto la testa della corsa al migliore del sabato dopo la prima curva ma è ancora distante il momento in cui il sorpasso gli verrà restituito. Il pericolo peggiore sembra poter venire da Raikkonen e Grosjean che, grazie a una strategia sulle gomme inversa agli altri, preannunciano una lotta serratissima nelle fasi finali quando, a mescole invertite, i due alfieri della macchina nera e oro avrebbero potuto contare probabilmente su hard più fresche e quindi su un finale di gara tutto a loro vantaggio.

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi