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Questo articolo è stato pubblicato il 13 maggio 2012 alle ore 17:04.

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È il minuto numero 12 del secondo tempo di Juventus-Atalanta. La lavagna luminosa del quarto uomo indica il numero 10. Alessandro Del Piero esce dal campo dello Juventus stadium per l'ultima volta. Tifosi in lacrime e una standing ovation interminabile per la bandiera che ha segnato gli ultimi vent'anni di storia bianconera. Tutti gli stringono la mano: compagni di squadra e avversari. Anche l'arbitro Gava si complimenta con lui.

Alessandro Del Piero se ne va così, non prima però di aver fatto l'ultimo regalo al suo popolo. È suo il secondo gol nell'ultima giornata di campionato: il giorno della festa scudetto arrivata dopo una cavalcata nel deserto durata sei anni dopo Calciopoli, la serie B, i due settimi posti delle ultime due stagioni. Il gol 289 nella storia bianconera, il terzo in campionato con la possibilità di aumentare ancora lo score domenica prossima nella finale di Coppa Italia all'Olimpico di Roma: lo stesso stadio in cui 16 anni fa ha alzato la coppa dalla grande orecchie dopo la vittoria in finale di Champions League con l'Ajax.

Anche oggi l'uscita di scena non poteva essere diversa. Del Piero è uscito applaudito a lungo dal suo pubblico, da avversari e compagni e dal suo allenatore. Antonio Conte, già suo capitano, lo ha accompagnato con lo sguardo battendo le mani. E alla fine, per Alex, l'enorme soddisfazione di alzare la coppa per la vittoria del campionato.

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