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Questo articolo è stato pubblicato il 28 maggio 2012 alle ore 13:45.

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Il Colle dalla parte dei giovani, messi a terra dalla crisi economica e dal restringersi delle opportunità, attento però a non dare spazio all'antipolitica: «I partiti sono le cinghie di trasmissione delle istanze dei cittadini presso le istituzioni. Guai se invece della corsa alla politica ci fosse la fuga dalla politica: sarebbe la catastrofe per la nostra società». Per il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, intervenuto oggi a Roma al Quirinale alla presentazione di una ricerca dell'Arel sulle giovani generazioni, «la condizione giovanile in Italia si è fatta sempre più critica col dispiegarsi degli effetti della crisi».

Politica "filtro" necessario
A complicare le cose, poi, l'avvio di «politiche di bilancio restrittive», unite alle «scelte di risanamento e al consolidamento fiscale adottate per far fronte alla pressione dei mercati sui titoli del nostro debito pubblico». Da Napolitano, poi, la difesa del ruolo della politica contro la tentazione di scorciatoie demagogiche: «Qualsiasi canale di partecipazione» alla vita pubblica, compreso il web, «non può condurre direttamente al luogo delle decisioni politiche».

Napolitano: tra i miei compiti anche l'ascolto
Pur non avendo poteri esecutivi diretti, ha poi spiegato Napolitano, il Presidente della Repubblica, «come rappresentante dell'unità nazionale, ascolta e interpreta le istanze di tutti i componenti della società». Le politiche pubbliche, invece, «sono competenza esclusiva del Parlamento e delle Regioni, attraverso il procedimento legislativo, e le vere e proprie scelte di governo sono state oggetto dell'intervento del presidente del Consiglio, Mario Monti al Forum dei giovani».

Visco (Bankitalia): flessibilità non significa precarietà
Sul tema della precarietà dell'attuale condizione giovanile in Italia è intervenuto anche il governatore della Banca d'Italia, Vincenzo Visco, che nel suuo intervento ha sottolineato come «La flessibilità non significa precarietà, ma è la capacità di spostarsi da un lavoro all'altro». Da qui, l'invito a distinguere «tra la flessibilità buona e quella cattiva»: «Di flessibilità - ha aggiunto il governatore - si dibatte ora in Parlamento e questo è un punto cruciale».

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