Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 01 giugno 2012 alle ore 06:38.

My24


Prova a imprimere un'accelerazione nel giorno di un nuovo rialzo dello spread. E parla ad Angela Merkel con toni più sbrigativi che in passato chiedendole di «riflettere profondamente» ma di farlo «rapidamente». Mario Monti interviene in videoconferenza in un convegno organizzato – a Bruxelles – dal forum economico europeo in onore di Tommaso Padoa Schioppa e lo fa lanciando l'allarme di un «enorme rischio contagio» più concreto per l'Italia come è stato confermato dalla chiusura di ieri dello spread, in aumento di tre punti dai 464 del giorno prima.
La scalata continua, dunque, e le ragioni questa volta non sono circoscritte all'ambito italiano. Anche questo è un messaggio a Berlino e a Francoforte che con quella lettera di agosto aveva scritto un programma per l'Italia seguito quasi alla lettera ma che, a questo punto, non ha più effetto sullo spread. Il tema non è più quello delle riforme italiane «che costano politicamente e socialmente», ma è la debolezza complessiva del sistema-euro. Ecco dunque che l'appello di Monti si concentra su quanto sia «vitale» agire parallelamente per «limitare il contagio» della crisi e «stimolare la crescita». Il rischio, dice il premier, è che senza sviluppo si perde il sostegno pubblico alle politiche di rigore: insomma, si rischia un passo indietro e opposto rispetto alla marcia che fin qui la Merkel ha voluto imprimere a tutti i Paesi (e popoli) dell'euro.
Ormai il mantra di Monti – che ha sostituito quello sul rigore – è di creare le «condizioni per la crescita con un pacchetto credibile di misure: così gli spread scenderanno istantaneamente». Ma è un «pacchetto» su cui la Merkel sembra ancora riluttante nonostante il pressing sempre più forte che ora arriva pure da Washington. Anche Barack Obama deve fare i conti con la sua rielezione e una crisi dell'euro metterebbe a rischio l'economia americana e il suo bis alla Casa Bianca. In realtà, qualche scongelamento da Berlino si comincia ad avvertire.
Ieri la Cancelliera ha usato parole più vicine a un compromesso dicendo che il fiscal compact è «il primo passo» e altri se ne dovranno fare cambiando il «Trattato europeo: non siamo arrivati così lontani ma non ci dovranno essere tabù». Ecco, è difficile dire se qualche tabù cadrà già per il Consiglio Ue, ma intanto la Merkel ripete che serve «più Europa» e più poteri alla «Commissione Ue». Il fatto è che sulla rotta tra Atene e Madrid il panico cresce: ieri è filtrata la notizia del Wall Street Journal (poi smentita) di un piano di aiuto dell'Fmi per la Spagna. Insomma, sono i fatti che danno un crescendo di tensione sull'Europa ma è lo stesso premier italiano che ieri ha voluto dare un senso più drammatico al momento volendo – forse – caricare di significato politico il Consiglio europeo del 28 giugno. Il rischio è che la Germania di nuovo rallenti il passo e faccia perdere all'Europa una nuova occasione. Il vertice, tra l'altro, sarà preceduto da un incontro a quattro il 22 giugno proprio a Roma con Monti, Merkel, Hollande e Rajoy. Una data intermedia in vista del Consiglio Ue ma comunque cruciale visto che il 17 giugno c'è il voto in Grecia.
Qualcosa di tedesco, però, Monti continua a dirla. E ci tiene lui stesso a sottolinearlo. «Forse la mia opinione è troppo tedesca, ma la Bce in pochi anni ha ottenuto una eccellente reputazione in condizioni difficili e con l'attuale mandato è stata in grado di decidere modalità di intervento». Dunque non c'è bisogno di imitare la Fed ma piuttosto fare passi decisivi per «considerare l'integrità dell'area euro». In funzione di questo obiettivo si schiera a favore dell'ipotesi di una garanzia europea sui depositi bancari e di un intervento diretto del fondo salva-Stati (Esm) per ricapitalizzare le banche. A poco tempo di distanza, proprio ieri, Mario Draghi apriva alle stesse ipotesi parlando al Parlamento europeo. L'Italia? «Ha i suoi peccati del passato» da espiare dice Monti anche se si sente «incoraggiato dalla Commissione Ue» per il giudizio espresso sull'operato del Governo. Ma adesso tocca all'Europa puntando su «investimenti» e «mercato unico».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
L'AGENDA

1/4 giugno
Gli ispettori della Commissione europea, della Bce e del Fondo monetario danno la loro valutazione trimestrale del programma di austerità seguito dal Portogallo
10 giugno
Il governatore della Banca centrale spagnola, Miguel Angel Fernandez Ordonez, lascia l'incarico con un mese d'anticipo
17 giugno
La Grecia torna alle urne
21 giugno
In Lussemburgo riunione dell'Eurogruppo, i ministri delle Finanze dell'Eurozona
22 giugno
Vertice a quattro Italia-Germania-Francia-Spagna a Roma, tra Mario Monti, Angela Merkel, François Hollande e Mariano Rajoy. A Lussemburgo Ecofin, l'incontro dei ministri delle Finanze Ue
28/29 giugno
Summit dei capi di Stato e di Governo dell'Unione europea a Bruxelles: all'esame i piani di rafforzamento dell'integrazione nell'area euro definiti dal presidente Ue José Manuel Barroso, il presidente della Bce Mario Draghi, il presidente dell'Eurogruppo Jean-Claude Juncker e il presidente del Consiglio Ue Herman Van Rompuy

Shopping24

Dai nostri archivi