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Questo articolo è stato pubblicato il 04 giugno 2012 alle ore 06:37.

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Il sindaco bussa due volte. Prima con l'Imu, e poi con l'addizionale comunale all'Irpef. E il conto potrà essere più caro del 2011 anche del 130 per cento. Come dire: dove prima si pagavano 100 euro, quest'anno ne serviranno più di 230. È quello che succederà, per esempio, a Milano e a Torino, nel caso di una famiglia-tipo con un bambino piccolo ed entrambi i genitori che lavorano (con redditi lordi di 40mila e 20mila euro all'anno), una casa di proprietà e un piccolo alloggio dato in affitto.
Annunciata e temuta ormai da qualche mese, la stangata comunale è arrivata al momento della verità. Sindaci e assessori stanno fissando in questi giorni le aliquote dell'Imu e dell'addizionale Irpef, e i contribuenti stanno iniziando a calcolare quanto pagheranno in più rispetto all'anno precedente.
La portata effettiva dei rincari cambia da città a città, e dipende da almeno tre fattori diversi. Il primo fattore sono le decisioni degli amministratori locali, che possono scegliere se tassare di più il reddito (facendo leva sull'addizionale) o il patrimonio (utilizzando di più l'Imu, anche se c'è il problema irrisolto dei valori catastali, spesso non allineati al valore reale di mercato degli immobili). Per esempio, Firenze ha scelto di abbassare l'Irpef comunale dallo 0,3 allo 0,2%, portando invece l'aliquota Imu ordinaria all'1,06%, ridotta allo 0,99% per le case affittate a canone libero e allo 0,76% per i canoni concordati. Mentre Milano, pur alzando il tetto massimo dell'addizionale Irpef dallo 0,2% allo 0,7%, ha modulato il prelievo in modo tale da alleggerire il carico sugli imponibili più bassi. Con il risultato che un contribuente con un reddito lordo di 40mila euro si troverà a pagare 9,50 euro in meno rispetto al 2011. Un risparmio che sarà però ampiamente superato dalla nuova Imu, con l'aliquota ordinaria all'1,06 per cento.
Il secondo fattore che spiega le differenze tra una città e l'altra è il diverso livello dei valori catastali. A Palermo, per esempio, gli estimi sono mediamente più bassi che a Milano, Torino o Firenze. E questo fa sì che – a parità di aliquote – il livello effettivo del prelievo sia più leggero. Con un alleggerimento che non è sempre giustificato dal minor valore di mercato degli immobili. Per esempio, con le due abitazioni-tipo prese in esame nei quattro casi riportati a fianco, a Palermo si pagheranno 300 euro di Imu, mentre a Firenze il conto salirà a più di 800 euro. Ma le aliquote sono tutto sommato allineate.
Il terzo fattore dietro la diversa incidenza dei rincari è la differente situazione di partenza. Perché i 941 euro di Imu a Milano comportano un aumento complessivo del 138% e gli 806 euro di Firenze si fermano al 38 per cento? L'Irpef, dopotutto, scende in entrambe le città, anche se nel capoluogo toscano lo sconto è maggiore. La spiegazione dipende dal fatto che a Milano l'Ici sulle case affittate a canone libero era allo 0,5%, una delle più basse d'Italia, mentre a Firenze era già all0 0,7% nel 2011.
Al di là delle differenze percentuali, comunque, quello che più interesserà ai cittadini sarà il conto finale in valore assoluto. Che si concretizzerà solo a dicembre, dopo aver pagato l'acconto Imu di giugno con le aliquote statali. Se le manovre locali saranno confermate – e se il Governo non cambierà la cornice di regole sull'Imu – la nostra famiglia tipo a Torino spenderà più di 1.700 euro, contro i mille di Milano, i 900 di Firenze e i circa 800 di Palermo. Non proprio differenze da poco.
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I casi concreti
Ici
445
Irpef
300
Imu
1.247
Irpef
480
982
132%
TORINO
Famiglia costituita da due coniugi (imponibile di 40mila e 20mila euro annui), con un bambino piccolo. Possiede la prima casa (rendita 735,95 euro) e un alloggio dato in affitto (rendita 441,57 euro). Importi annui in euro
Ici
345
Irpef
80
Imu
941
Irpef
71
587
138%
MILANO
I livelli di reddito sono gli stessi previsti per la famiglia di Torino (40mila e 20mila euro l'anno), ma cambiano le rendite catastali (prima casa 684,31 e seconda casa 410,58). Il secondo alloggio è affittato a canone libero
Ici
446
Irpef
180
Imu
806
Irpef
120
300
48%
FIRENZE
La riduzione del prelievo Irpef dipende – a parità di reddito – dalla riduzione dell'addizionale comunale. Sconto superato però dai rincari Imu sull'abitazione principale (rendita di 632,66 euro) e l'altra casa (379,60)
Ici
219
Irpef
240
Imu
300
Irpef
480
321
70%
PALERMO
Fermi restando i dati sul reddito della famiglia (identici a quelli considerati negli altri esempi) il minor carico fiscale dipende dalle rendite catastali più basse: 309,87 euro (prima casa) e 185,92 euro (seconda)

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