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Questo articolo è stato pubblicato il 06 giugno 2012 alle ore 15:31.

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Nemmeno i mufloni si salvano dai tagli di spesa: l'austerità costringe la Regione Campania a mettere all'asta il suo raro gregge di quadrupedi dalle corna ricurve. La notizia arriva perfino sul Telegraph, colpito dalla creatività dell'amministrazione campana nel cercare di fare cassa.

Mentre l'Italia tenta di ridurre il suo "enorme debito pubblico", scrive il quotidiano britannico, una regione a corto di soldi del travagliato Sud ha trovato un modo originale per rinsaldare le proprie finanze. I mufloni erano stati acquistati vent'anni fa dalla Sardegna e dalla Corsica e sistemati in provincia di Salerno, nel centro regionale di produzione della selvaggina della foresta demaniale Cerreta-Cognole.

Si sono acclimatati così bene da moltiplicarsi: adesso la Regione ne possiede una trentina. E mantenerli costa troppo. I mufloni saranno venduti all'asta nelle prossime settimane. La Regione ha stabilito i prezzi base: 146 euro per i maschi, 120 euro per le femmine e 86 euro per i capi con meno di un anno d'età. L'avviso dell'asta è stato pubblicato sul bollettino ufficiale della Regione Campania. Si vende "a prezzi di saldo", ha scritto di recente il Corriere del Mezzogiorno, ricordando che un anno fa l'asta andò deserta. "La Regione ci riprova, dunque, con prezzi d'occasione". L'avviso d'asta – aggiunge – puntualizza che il ritiro degli esemplari è in loco e riguarda gli esemplari vivi.

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