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Questo articolo è stato pubblicato il 10 giugno 2012 alle ore 23:01.
L'ultima modifica è del 09 giugno 2012 alle ore 16:13.

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Christian Obodo (Ansa)Christian Obodo (Ansa)

Secondo alcuni siti nigeriani, il centrocampista del Lecce Christian Obodo sarebbe stato liberato in un blitz compiuto da forze di polizia e, probabilmente, anche da soldati. Il sito Nigeria Newsdesk, l'Ikema Mbadiwe e siti in francese affermano che non sarebbe stato pagato alcun riscatto e che i sequestratori sono stati catturati.

Tace, forse per favorire le trattative, la famiglia del centrocampista nigeriano del Lecce, Christian Obodo, rapito ieri mattina a Effrum, nei pressi della sua città natale, Warri, nella regione nigeriana del Delta. Sia il cognato, a Udine, che il fratello Kenneth (anche lui calciatore in Italia, nel Pisa), che si trova attualmente in Nigeria, hanno chiuso il telefono e non danno riscontri sulla sorte congiunto. La notizia del rapimento, diffusa dai media locali citando fonti governative, è stata confermata oggi dalla polizia nigeriana.

Polizia locale al lavoro
Gli agenti che si occupano del caso sperano di ottenere la liberazione del giocatore senza il pagamento di alcun riscatto. «Confermiamo che Obodo è stato rapito ieri a Effurum e stiamo facendo tutto il possibile per ottenere la sua liberazione» ha dichiarato un portavoce. «Abbiamo la speranza di liberarlo sano e salvo - ha aggiunto - stiamo lavorando in collaborazione con tutti i gruppi di sicurezza, comprese le associazioni di quartiere».

Riscatto da 150mila euro
La speranza della polizia è di ottenere la liberazione del calciatore senza il pagamento dei 150mila euro richiesti dai rapitori come riscatto. Secondo quanto dichiarato dal fratello del giocatore, Kenneth, la famiglia non sarebbe in grado di pagare più di 100mila euro. Christian Obodo era solo al volante della sua auto, con targa personalizzata "Obodo 5", quando è stato attaccato da alcuni uomini armati nel sud-est della Nigeria, dove i rapimenti non sono una rarità, ma finora hanno sempre riguardato collaboratori delle compagnie petrolifere che operano nella zona.

La dinamica del rapimento
I rapitori, armati, hanno preso Obodo alle 9.20 locali di fronte a una chiesa. Obodo, 28anni, è tesserato con l'Udinese. I media nigeriani citano la ricostruzione di un anonimo esponente del governo dello Stato del Delta. «Sì, è stato rapito. I dettagli non sono ancora chiari ma mi hanno detto che si trovava in auto e si dirigeva verso la chiesa. La targa personalizzata dell'automobile, "Obodo 5", potrebbe aver attirato l'attenzione dei rapitori. Nella serata di ieri si era recato in un locale con la stessa auto». Il mondo del calcio torna dunque nel mirino di sequestratori dopo l'episodio avvenuto lo scorso anno quando in Nigeria venne rapito, e poi liberato, il padre di Jon Obi Mikel, centrocampista del Chelsea.

Le reazioni
«Sono letteralmente scioccato per quanto accaduto a Christian Obodo: me lo hanno appena comunicato e stento ancora a crederci». Questo il commento del direttore sportivo del Lecce, Carlo Osti, appena saputo del sequestro del centrocampista in prestito ai giallorossi il cui contratto scadrà il prossimo 30 giugno. «Ho conosciuto Obodo questa stagione, e da subito - spiega - ne ho apprezzato le qualità umane. È un uomo generoso, che oltre ad essere un bravo giocatore si è dimostrato un grande uomo. Sono vicino ai suoi familiari e mi auguro che questa triste vicenda si concluda presto».

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