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Questo articolo è stato pubblicato il 11 giugno 2012 alle ore 12:40.
L'ultima modifica è del 11 giugno 2012 alle ore 10:37.

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Nel primo trimestre 2012 per il Pil meno 0,8% sui tre mesi precedenti e meno 1,4% rispetto al primo trimestre 2011Nel primo trimestre 2012 per il Pil meno 0,8% sui tre mesi precedenti e meno 1,4% rispetto al primo trimestre 2011

È una conferma, di quelle che non fanno ben sperare. Continua nei primi tre mesi del 2012 la recessione per l'economia italiana. Nel primo trimestre, rileva infatti l'Istat, il prodotto interno lordo, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è calato dello 0,8% sul trimestre precedente e dell'1,4% rispetto al primo trimestre del 2011 (rivisto al ribasso dall'1,3% della stima preliminare). C'è però un dato positivo: nei primi tre mesi di quest'anno, infatti, le retribuzioni crescono del 2,1% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Per un calo di questa entità occorre tornare indietro al 2009
Il calo congiunturale del Pil registrato nel primo trimestre è il peggiore dal primo trimestre del 2009: allora la contrazione sul trimestre precedente era stata del 3,5 per cento. Gli investimenti sono la componente dell'economia italiana che ha registrato la maggiore contrazione: meno 7,6% sull'anno. La leader della Cgil Susanna Camusso attacca: troppe tasse, mancano politiche per il lavoro. Il segretario confederale del sindacato, responsabile delle politiche economiche, Danilo Barbi lancia l'allarme: «senza cambiamenti nelle politiche europee e nazionali il Pil calerà quest'anno per almeno il 2% se non oltre».

Male la spesa delle famiglie: in un anno meno 2,4%
Nel primo trimestre di quest'anno la spesa delle famiglie italiane è diminuita del 2,4% rispetto al primo trimestre del 2012 e dell'1% rispetto al trimestre precedente.

Crollano gli acquisti di beni durevoli: -11,8%
Che gli italiani tirano la cinghia lo dicono anche i dati relativi all'acquisto di beni durevoli: nel primo trimestre del 2012 sono diminuiti dell'11,8%, quelli di beni non durevoli del 2,3% e gli acquisti dei servizi dello 0,2%.

In Eurozona l'Italia insegue
La recessione in corso pone l'Italia un passo indietro rispetto alla media dei Paesi dell'Eurozona, degli Stati Uniti e del Giappone. Nel primo trimestre del 2012, rileva l'Istat. in termini congiunturali il Pil è aumentato dell'1,0% in Giappone, dello 0,5% negli Stati Uniti e in Germania, è rimasto invece stazionario in Francia, mentre è diminuito dello 0,3% nel Regno Unito. In termini tendenziali, il prodotto interno lordo ha registrato un incremento del 2,6% in Giappone, del 2,0% negli Stati Uniti, dell'1,2% in Germania, dello 0,3% in Francia, mentre è diminuito dello 0,1% nel Regno Unito. Nel complesso, il Pil dei Paesi dell'area Euro è rimasto stazionario rispetto al trimestre precedente ed è diminuito dello 0,1% nel confronto con lo stesso trimestre del 2011.

Piangono industria e costruzioni, "sorride" l'agricoltura
Per il settore delle costruzioni e dell'industria il primo trimestre è negativo, tiene invece l'agricoltura. Nel primo trimestre del 2012, infatti, la variazione congiunturale del valore aggiunto è negativa nelle costruzioni (-3,2%), nell'industria in senso stretto (-1,6%), nel settore che raggruppa le attività del commercio, alberghi e pubblici esercizi, trasporti e comunicazioni (-1%), nel settore del credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali (-0,5%) e in quello degli altri servizi (-0,1%). Una variazione positiva si registra, invece, solo per l'agricoltura (+4,9%). In termini tendenziali, il valore aggiunto delle costruzioni è crollato del 6,8%, quello dell'industria in senso stretto del 3,1% e quello dei servizi dello 0,3%. Il valore aggiunto dell'agricoltura è invece aumentato su base annua dello 0,4 per cento.

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