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Questo articolo è stato pubblicato il 12 giugno 2012 alle ore 10:29.
Addio a Teofilo Stevenson, il grande boxeur che disse no a 5 milioni di dollari per fedeltà a Castro (Ap)
L'ex peso massimo cubano Teofilo Stevenson, vincitore di tre medaglie d'oro olimpiche per la boxe, è morto per un attacco di cuore a 60 anni. Negli anni 70, giovane promessa del pugilato, Stevenson venne contattato da manager americani che gli offrirono 5 milioni di dollari per passare al professionismo e sfidare Mohamed Alì. Il pugile però decise di restare fedele alla rivoluzione cubana («ai soldi preferisco l'affetto di 8 milioni di cubani», disse) e fu proprio allora che la sua clamorosa carriera entrò nel vivo.
Per tre edizioni consecutive (Monaco 1972, Montreal 1976 e Mosca 1980) Teofilo vinse l'oro olimpico. Soprannominato «Pirolo»dai suoi compatrioti, Stevenson avrebbe potuto puntare anche a una quarta medaglia d'oro ma le ragioni della politica gli bloccarono la strada. Nel 1984 Cuba decise di allinearsi con l'Unione Sovietica e boicottò le olimpiadi di Los Angeles. Ritiratosi, Stevenson è stato a lungo allenatore di pugilato e ha ricoperto la carica di vicepresidente della federazione cubana della boxe. Nel dare notizia del decesso, il quotidiano statale Juventud Rebelde ha commentato che lo sport cubano perde, con Stevenson, «uno dei suoi più grandi esponenti di ogni tempo».
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