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Questo articolo è stato pubblicato il 13 giugno 2012 alle ore 13:08.

La plenaria di Strasburgo ha approvato con larghissime maggioranze i testi del 'two pack', i regolamenti per l'ulteriore rinforzo della governance europea con sorveglianza di bilancio dei Paesi a rischio e valutazione dei budget annuali che il Parlamento europeo ha emendato inserendo strumenti per la crescita come Eurobond, fondo di riscatto e fondo per la crescita. È stato invece bocciato l'emendamento presentato dai socialisti per la golden rule per lo scorporo degli investimenti produttivi dal deficit.
I rapporti sui regolamenti presentati dalla Commissione per integrare quanto previsto dal "fiscal compact" e dal "six pack" per la governance economica rafforzata sono stati preparati dal popolare francese Gauzes (approvato con 471 sì, 97 no e 78 astenuti) e dalla socialista portoghese Ferreira (501 sì, 138 no, 36 astenuti).
È nel rapporto Ferreira che il Parlamento aggiunge, rispetto alla proposta della Commissione europea: l'obbligo di «armonizzare» l'emissione del debito; la preparazione di un una roadmap per gli 'stability bonds'; una proposta di fondo per la crescita per «mobilitare circa l'1% del pil ogni anno» ovvero 100 miliardi l'anno «per un periodo di dieci anni» tramite project bond della Bei; lancio del 'fondo di riscatto« (Erf, European Redemption Fund) cui i paesi non sotto assistenza conferiscono la parte di debito eccedente il 60% del rapporto sul pil per il rimborso in 25 anni.
In tale rapporto i socialisti avevano proposto l'emendamento a favore della 'golden rulè bocciato per l'opposizione del Ppe, in cui però gli italiani del Pdl e dell'Udc hanno votato a favore assieme al Pd. Nel testo respinto si affermava che la Commissione, nel valutare i bilanci, «individua e valuta» gli investimenti per la crescita «e propone un loro trattamento adeguato allo scopo di garantire una disciplina sostenibile».
Nel rapporto Gauzes è stato invece inserito il regime di «assoggettamento di uno stato membro a tutela giuridica» in caso di fallimento, sulla falsariga di quanto previsto dal "Chapter 11" americano. Partirebbe dal 2017 e prevedono tra l'altro che i tassi di interesse sui prestiti restano invariati, che i creditori si presentino entro due mesi alla Commissione »in caso contrario il loro debito è estinto» ed i governi di fatto di fatto commissariati.
Il Parlamento ha disposto l'invio dei due testi alla Commissione europea per avviare nel più breve tempo il negoziato con il Consiglio per arrivare all'approvazione in prima lettura.
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