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Questo articolo è stato pubblicato il 10 luglio 2012 alle ore 18:22.
L'ultima modifica è del 10 luglio 2012 alle ore 13:22.
Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano (Afp)
Il Governo italiano, come quello sloveno, é chiamato ad affrontare «anche con provvedimenti dolorosi, nodi ineludibili di mercati del lavoro frammentati o di procedure amministrative che soffocano la vitalità e competitività delle nostre imprese», ha sottolineato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, nel suo intervento all'assemblea nazionale slovena. Lo ha detto dopo aver rilevato che entrambi i Paesi sono caratterizzati da «strozzature economiche interne che impediscono significativi tassi di crescita o un più copioso afflusso di investimenti dall'estero».
Troppe strozzature economiche e burocratiche
Troppe «strozzature economiche» «impediscono significativi tassi di crescita»: per cui il governo è chiamato ad affrontare «anche con provvedimenti dolorosi nodi ineludibili di mercati del lavoro frammentati o di procedure amministrative che soffocano la competitività delle imprese», ha detto Giorgio Napolitano a Lubiana.
No a misure parziali contro attacchi speculativi
«Non possiamo rimanere a metà del guado - ha detto il capo dello Stato - reagire difensivamente agli attacchi speculativi e strumentali che vengono dai mercati finanziari solo con pur necessarie misure parziali che restano fatalmente inadeguate e si esauriscono in uno spreco dispendioso di risorse».
Porte aperte ai Paesi balcanici
«Italia e Slovenia sostengono la prospettiva europea di tutti i paesi balcanici» e «la famiglia europea deve tenere aperte le porte anche a montenegrini, macedoni, bosniaci e albanesi»., ha sottolineato il
presidente della Repubblica. «Gli enormi progressi compiuti dopo le tragedie degli anni '90 vanno consolidati. L'Italia e l'Europa - ha detto ancora - non possono concepire un riaprirsi, che sarebbe fatale, delle ferite e della conflittualità tra Stati e all'interno degli Stati della regione». Per Napolitano infatti «non vi sarà piena stabilità in Europa senza un successo completo del processo di allargamento» ai Balcani.
Dai partiti politiche anticrisi anche dopo il 2013
«Sono convinto che i principali partiti siano determinati a dare, anche dopo il 2013, un conseguente sviluppo alle politiche di maggiore integrazione europea, di liberazione dal peso soffocante dello stock del debito pubblico e aprano la strada alla crescita di cui abbiamo urgente bisogno anche per tenere in ordine i conti pubblici». Così il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha risposto durante la conferenza stampa al termine del colloquio col presidente sloveno a una domanda sulla necessità di proseguire con le politiche economiche del governo Monti anche dopo il voto, per dare fiducia ai mercati.
Situazione politica molto condizionata dallo spread
La situazione politica ed economica dell'Italia, ha sottolineato Napolitano, è «molto condizionata dallo spread», ma la moneta unica rimane «una grande e irrinunciabile conquista della costruzione europea».
Dare ai mercati l'immagine di un Paese consapevole
«Più noi daremo ai mercati l'immagine di un Paese in cui le forze politiche e sociali hanno una comune consapevolezza e senso di responsabilità - ha detto il Capo dello Stato - e più ne guadagneremo in termini di fiducia anche nei mercati finanziari».
La moneta unica è una grande conquista
Il capo dello Stato ha sottolineato che «tutti i membri dell'Eurozona
si trovano di fronte a grandi difficoltà e interrogativi circa la crisi finanziaria, dei debiti sovrani e dei mercati finanziari che toccano la moneta unica». Nonostante tutto, però, «la moneta unica è una grande e irrinunciabile conquista della costruzione comune europea».
Domani Napolitano sarà al concerto in onore del Papa a Castel Gandolfo
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, insieme alla moglie Clio, assisterà domani pomeriggio a Castel Gandolfo al concerto in onore di Benedetto XVI. Napolitano rimarrà poi a cena con il pontefice.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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