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Questo articolo è stato pubblicato il 13 luglio 2012 alle ore 22:16.
L'ultima modifica è del 13 luglio 2012 alle ore 18:04.

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Mario Monti a Sun ValleyMario Monti a Sun Valley

SUN VALLEY (IDAHO) - Mario Monti ha conquistato l'America che conta. Alla esclusiva conferenza organizzata dalla banca Allen & Co a Sun Valley sono venuti ad ascoltarlo Bill Gates, Mark Zuckerberg, Warren Buffett, Michael Bloomberg e un ristretto gruppo di imprenditori miliardari, di grandi manager, di intellettuali, tutti rimasti ammirati di fronte alla preparazione, alla serietà, al senso dell'umorismo del premier italiano. Ha esordito dicendo che «il downgrade di Moody's è stato una disgrazia», ma ha rassicurato la platea sottolineando che «il mercato ci ha premiati», spingendo nell'asta di oggi i rendimenti dei BTp triennali a livelli più bassi che un mese fa.

Al termine di una descrizione realistica e approfondita della crisi dell'euro, dei vincoli con cui devono confrontarsi i Paesi europei e delle difficoltà che riserva il futuro, Monti è riuscito a iniettare una dose di ottimismo in una platea formata da molti euroscettici. Uno a uno i partecipanti sono usciti dalla colazione con commenti di approvazione. «Very good, excellent», ha detto del suo intervento Tim Cook, numero uno di Apple. «Profondo», ha aggiunto Martin Sorrell, ceo del gruppo inglese WPP. «Bravissimo, preparato e anche spiritoso», ha commentato il presidente della Sony Howard Stringer.

Uscito da una porta laterale, Bill Gates non si è visto, ma è stato lui a fare a Monti la prima domanda. «Riuscirà il suo governo a continuare le riforme necessarie per uscire dalla crisi?». La risposta non è stata diretta ma è stata positiva. L'Italia ha la volontà e la capacità di cambiare, ha detto Monti, ma è stata sfortunata e ha avuto governi incapaci di affrontare la crisi. In Italia occorre un cambiamento culturale, e per questo ci vuole tempo, ha detto. Ma ha lasciato intendere che il cambiamento è possibile e la crisi potrà essere superata.

Il cielo si è poi rannuvolato dopo la calura torrida del giorno precedente, e dopo aver ascoltato Monti il club dei miliardari si è riversato ad ascoltare il governatore del New Jersey Chris Christie e il sindaco di Chicago ed ex-capo di gabinetto dell'amministrazione Obama, Rahm Emanuel, in una discussione sulla politica americana e sulle chances di vittoria di Barack Obama novembre. Poi pomeriggio libero prima della cena e riposo per prepararsi a un'altra intensa giornata di discussioni sabato, su argomenti che spaziano dall'avvento dei cloud computing alla politica della Cia.

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