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Questo articolo è stato pubblicato il 17 luglio 2012 alle ore 16:12.

"La Sicilia sull'orlo del crac? Io penso di sì". E teme che presto non si riescano a pagare gli stipendi dei dipendenti? "Penso di sì". Queste le risposte secche dell'assessore alle Infrastrutture e ai Trasporti della Sicilia, Andrea Vecchio, intervenuto a "24 Mattino" su Radio 24 per commentare l'intervista del vicepresidente di Confindustria, Ivan Lo Bello, che ieri al Corriere della sera ha lanciato questo allarme. L'intervento di Vecchio è stato un fiume in piena: "Io ho accettato l'incarico da assessore in maniera provocatoria, per mettere le mani dentro e capire perché la Sicilia non funziona - ha detto l'assessore, industriale da sempre impegnato nella lotta al racket -. Non funziona perché ogni cosa in questa regione si muove in funzione del clientelismo e del voto di scambio". Ma Vecchio teme davvero che manchino presto i soldi per i dipendenti? Domanda il conduttore Alessandro Milan. "Penso di sì, e non solo per i dipendenti regionali. Ci sono poi 20mila precari, gli impiegati dei Comuni, i forestali. Si sono trovati 105 milioni stornando fondi Fas per i forestali, altri 95 si troveranno. Ma c'è grandissima difficoltà per trovare 4 milioni per prorogare i trasporti marittimi tra la Sicilia e le isole minori. Come se i cittadini delle isole fossero figli di un Dio minore. La condizione della Sicilia è veramente al collasso, si sono sprecate risorse per foraggiare clientele, non si sono fatti investimenti. Noi camminiamo sulla rete stradale realizzata dai Borboni, ogni tanto si sistema una buca, si allargano una curva e un dosso ma è la rete stradale dei Borboni". Vecchio poi ha sparato a zero: "Qui tutto quanto si fa per nepotismo e clientelismo. Gl impiegati regionali sono una grandissima quantità. Quanti in più? Non è una stima che sono in grado di fare, ma se lei va in un ufficio pubblico e vede quante persone oziano avanti e indietro si rende conto del numero esorbitante di persone. Rimproverano a Lombardo di utilizzare dirigenti esterni, ma mi viene un sospetto: non è che forse la Regione, il pochino che funziona, funziona grazie ai dirigenti esterni perché quelli interni, promossi tutti quanti per clientelismo e senza meriti, non sarebbero in grado di mandare avanti la macchina?" E ancora un'accusa pensatissima ai forestali: "C'è un rumor: che appicchino loro gli incendi. Com'è possibile che in Sicilia ci siano più incendi che nelle altre regioni? E' solo un sospetto, ma credo che il numero degli incendi sia direttamente proporzionale al numero dei forestali, precari o da stabilizzare. Loro vengono impiegati, e dico impiegati perché lavorare è un termine troppo importante per utilizzarlo in questi casi. Parole dure? E' quello che penso, io dico di me che la parola precede il pensiero, non ho veli. E mi assumo le mie responsabilità". Sull'l'Autonomia dallo Statuto che per Vecchio andrebbe cancellata, conclude a Radio 24: "Non ha più un senso, ma non ha senso né in Sicilia né a Bolzano. L'autonomia nasce da un movimento di pancia, non di testa. Questo è il dramma di questo Paese. E il governo centrale, debole e pauroso, ha sempre seguito i movimenti di pancia". Ultima battuta sul suo compenso da assessore: "Non so ancora quanto prenderò, ma qualunque stipendio sarà, lo devolverò a associazioni Onlus che operano nel sociale, e ne darò dimostrazione".
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