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Questo articolo è stato pubblicato il 29 luglio 2012 alle ore 20:32.
(Afp)
Con una critica durissima, il presidente dell'Eurogruppo Juncker accusa Berlino di piegare gli interessi dell'Ue a ragioni di politica interna: «Perchè si permette il lusso di fare continuamente politica interna su questioni che riguardano l'Europa? Perchè tratta l'eurozona come una sua filiale?», ha detto alla Sueddeutsche Zeitung.
Per il primo ministro lussemburghese occorre inoltre guardarsi dal populismo nella discussione sulla permanenza di Atene nell'euro (con un implicito riferimento alle dichiarazioni di oggi del vicecancelliere tedesco Rösler). «Non si dovrebbe discutere l'ipotesi dell'esclusione della Grecia dall'eurozona solo per sostenere un argomento di politica interna da quattro soldi», ha poi detto Juncker, attaccando ancora la Germania, nell'intervista che pubblicherà domani il quotidiano di Monaco. «Se tutti e 17 i Governi (della moneta unica) facessero lo stesso, cosa rimarrebbe di quello che ci accomuna?», si è chiesto infine polemicamente il presidente dell'Eurogruppo.
Secondo Juncker, «non c'è più tempo da perdere»: «Ora dobbiamo rendere chiaro con tutti i mezzi possibili che siamo decisi a garantire la stabilità dell'unione monetaria», ha detto il primo ministro del Lussemburgo.
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