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Questo articolo è stato pubblicato il 06 agosto 2012 alle ore 06:37.

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Ancora sei mesi con il bonus del 55% a formula piena: il Parlamento, convertendo il decreto Sviluppo, ha prorogato fino al 30 giugno 2013 la detrazione per il risparmio energetico. Nella versione originale della norma, invece, il premio fiscale era destinato a scendere al 50% dal 1° gennaio dell'anno prossimo, allineandosi a quello previsto per le ristrutturazioni edilizie. Una piccola differenza – quel 5% in più – che potrebbe spostare gli equilibri di convenienza tra le due detrazioni, inducendo alcuni proprietari di immobili a tornare sui propri passi.
Le novità in vigore
Dallo scorso 26 giugno, la "classica" detrazione del 36% è stata portata al 50%, aumentando la spesa massima da 48mila a 96mila euro. In pratica, ogni 100 euro spesi per il recupero edilizio della propria abitazione, il fisco ne restituirà ai contribuenti 50 nell'arco di dieci anni, sotto forma di sconto dalle imposte dovute. La nuova agevolazione ha una burocrazia semplificata – basta pagare con un bonifico tracciabile e conservare le fatture – e si applica anche alle opere finalizzate al risparmio energetico. Il fatto è che alcune di queste opere sono agevolate anche dal 55%, che richiede il rispetto di determinati standard di rendimento energetico e l'esecuzione di una pratica con l'Enea entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
La situazione, quindi, è chiara. Finché il confronto era tra 36% e 55%, non c'era dubbio su quale fosse la detrazione più conveniente. Così come non c'è dubbio che – tra 50 e 50 – sarebbe stato più economico scegliere la via meno burocratizzata. E si capisce bene perché le imprese rappresentate da Confindustria Finco abbiano denunciato la fine degli incentivi per il risparmio energetico. «Si tratta di una scelta che non tiene conto dei risultati ottenuti dal 55% in termini di contenimento dei consumi energetici e riduzione delle emissioni inquinanti», conferma Giampaolo Valentini, che fino alla fine di giugno ha guidato la struttura tecnica dell'Enea incaricata di ricevere le pratiche per il 55 per cento. «Parificare le due detrazioni – aggiunge Valentini – significa di fatto penalizzare il 55%, una misura che avrebbe potuto essere invece potenziata e corretta, magari rimodulando la detrazione tra i diversi tipi di intervento per renderla ancora più efficace».
Bonus del 55% e iter fai-da-te
Il prolungamento del 55% nella sua versione originaria fino al 30 giugno 2013 non è un'innovazione decisiva, ma in qualche caso potrebbe modificare i calcoli di convenienza dei contribuenti più attenti alle potenzialità del risparmio energetico. Facciamo un esempio: per l'agenzia delle Entrate, la sostituzione di una caldaia è un'opera di manutenzione straordinaria che può avere il 36%, ora maggiorato al 50 per cento. Se si installa una caldaia a condensazione, però, si può avere il 55 per cento. Su una spesa di 10mila euro, la differenza è di 500 euro: non molto, ma se si considera la riduzione della spesa per il riscaldamento, il conto va in pareggio nel giro di pochi anni, anche calcolando il maggior costo dell'apparecchiatura più efficiente. Quanto alla pratica con l'Enea, non serve la certificazione energetica, ma può essere eseguita direttamente dal privato, conservando il certificato del produttore della caldaia e compilando online l'allegato «E».

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