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Questo articolo è stato pubblicato il 07 settembre 2012 alle ore 16:31.

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Sarebbero stati 136 gli extracomunitari a bordo del barcone affondato la notte scorsa a circa 12 miglia a Sud di Lampedusa. Tra loro ci sarebbero state anche dieci donne e 5 bambini. A riferirlo è il comando generale delle Capitanerie di Porto che ha raccolto i racconti dei superstiti. Fino ad ora le persone tratte in salvo sono 56, mentre un corpo senza vita è stato recuperato intorno alle 11 di oggi. Nel tratto di mare dov'è avvenuta la tragedia continuano le operazioni di ricerca degli altri 79 immigrati, per i quali di ora in ora la speranza di ritrovarli in vita si affievolisce.

Fortemente scossi i 5 minori rimasti in acqua per ore
Provati fisicamente e fortemente scossi per il dramma vissuto dopo esser rimasti in acqua per ore cercando di raggiungere a nuoto l'isolotto di Lampione: queste le condizioni dei 5 minori non accompagnati che risultano al momento presenti tra i migranti tunisini superstiti del naufragio nei pressi di Lampedusa. A riferilo gli operatori di Save the Children che forniscono supporto ai minori e ai bambini presso il Cpsa di Contrada Imbriacola dall'inizio della ripresa degli sbarchi.

Boldrini: le morti in mare di intere famiglie sono una tragedia dei nostri tempi
«Le morti in mare di intere famiglie, bambini e giovani, in fuga dalla guerra e dalla povertà sono una delle peggiori tragedie dei nostri tempi che si preferisce non vedere», afferma la portavoce dell'Alto commissariato per i rifugiati dell'Onu(Unhcr), Laura Boldrini. «Quest'anno il numero degli arrivi in Italia è drasticamente diminuito rispetto allo scorso anno - ha sottolinea Boldrini - via mare sono giunte ad oggi 7 mila persone mentre, lo scorso anno, anche a seguito della guerra di Libia e delle primavere arabe ne erano arrivate 50 mila». Eppure anche a fronte di una tale significativa riduzione, «secondo le nostre stime, e senza considerare il numero dei dispersi nel naufragio odierno, il numero dei morti e dispersi in mare nel tentativo di raggiungere l'Europa è quest'anno di 283 persone». Per Laura Boldrini «al di là delle responsabilità specifiche dei singoli naufragi, su cui è di primaria importanza fare chiarezza per evitare che il Mediterraneo diventi una sorta di terra di nessuno dove vige l'impunità- dice ancora Boldrini - vi è una responsabilità collettiva legata all'indifferenza e al considerare tutto ciò ineluttabile, anzichè cercare soluzioni concrete per evitare che ciò si ripeta».

Save the children: necessario un veloce trasferimento dei minori
Per Save the Children è necessario il veloce trasferimento dei minori non accompagnati ancora nell'isola. Attualmente secondo i dati forniti dall'associazione sono 51 i minori soli, presenti da più giorni nel Centro di Pronta Accoglienza di Lampedusa. Dal 18 agosto 2012 a oggi sono 77 i minori stranieri non accompagnati (la maggior parte somali ed eritrei tra i 12 e i 17 anni, tra cui 2 ragazze) giunti dalla Libia a Lampedusa. La maggior parte - 51 (di cui 27 somali, 14 eritrei, 8 ghambiani, 1 senegalese e 1 del Mali fra i 12 e i 17 anni) - si trovano ancora presso il Centro di Pronta Accoglienza dell'isola in condizioni precarie e inadeguate. «Nelle notti scorse, per evitare di dormire accalcati nell'area riservata alle donne con bambini piccoli, alcuni di essi hanno preferito dormire all'aperto o in situazione di promiscuità con gli adulti. Si tratta di condizioni non accettabili e che certo non corrispondono agli standard di protezione e accoglienza che dovrebbero essere assicurati ai minori migranti soli», spiega Valerio Neri, direttore generale Save the Children Italia

Il sindaco Nicolini: siamo profondamente addolorati per le vittime
«Siamo profondamente addolorati per le vittime del naufragio«. Così il sindaco di Lampedusa, Giusi Nicolini, a Radio 24 commenta la tragedia del naufragio. «Quella che abbiamo alle spalle é stata un'estate tranquilla, con pochi sbarchi, anche il turismo non ne ha risentito».

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