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Questo articolo è stato pubblicato il 15 settembre 2012 alle ore 15:21.
Visco (Bankitalia) "vede" la ripresa nel 2013: ma ora il conflitto politico sia «ben meditato» (Afp)
Il momento è delicato: mentre si vanno delineando, ancora incerti, i primi segnali di ripresa dell'economia a partire dal 2013, grazie all'azione positiva di Bce e Unione europea che potrebbero comunque essere compensati in negativo dalle ultime tensioni in Medio Oriente, «occorre essere prudenti, cauti, non illuderci troppo, non creare aspettative». Sul fronte della politica, poi, i conflitti «devono essere ben meditati»: se «sono molto forti» possono avere «effetti incerti» sui mercati. È questo il monito lanciato oggi a Cipro dal governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, al termine della riunione informale dei ministri delle Finanze di Eurogruppo ed Ecofin.
Grilli (Economia): da escludere nuove manovre
Nel corso della conferenza stampa finale, il governatore di Bankitalia ha parlato anche dei conti pubblici italiani, che sono attualmente in una situazione «di sostenibilità», anche se questo «non vuole dire abbassare la guardia», ma conferma l'esigenza di proseguire sulla strada delle riforme strutturali. Positivo, nel complesso, anche il giudizio dell'altro componente della missione italiana, il ministro dell'Economia Vittorio Grilli. Nonostante il peggioramento della congiuntura, che comporterà «un peggioramento sui saldi nominali», ha spiegato, «non c'è bisogno di manovre aggiuntive». L'obiettivo perseguibile «su cui impegnarci sono i saldi strutturali, quelli aggiustati per cicli e quelli sono in linea con gli obiettivi concordati con la Commissione europea». Ma, ha concluso, «questo non significa che il ministero dell'Economia può andare in vacanza nei prossimi mesi».
Unione bancaria, progressi evidenti
Quanto all'agenda verso la realizzazione dell'Unione bancaria proposta della Commissione europea - uno dei principali temi al centro della riunione - Visco ha ammesso che «il progresso è stato evidente». Per Visco, la supervisione unica bancaria affidata alla Bce non comporterà meno impegni per la Banca d'Italia ma anzi uno sforzo maggiore dal momento che «gli impegni per la condivisione di responsabilità per far fronte alle esternalità richiedono un intervento più alto e non minore». La vigilanza diretta della Bce, ha ricordato ancora Visco, «è limitata alle banche sistemiche, quelle in crisi e quelle che iniziano ad avere problemi e il cui controllo è avocato a Francoforte».
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