Storia dell'articolo
Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 18 settembre 2012 alle ore 06:37.

My24

TORONTO
Avrebbe dovuto giocare in casa, nel suo Canada, e invece il dialogo tra Sergio Marchionne e i sindacati canadesi si sta facendo sempre più in salita. L'ultimo no che il numero uno di Chrysler ha dovuto incassare è stato quello del Canadian auto workers (Caw), la più importante associazione di lavoratori del comparto, che ha scelto Ford come "piattaforma" sindacale di base per il rinnovo del contratto di categoria, spuntandola su General Motors e appunto sul gruppo controllato dal Lingotto. E proprio con Ford il Caw ha raggiunto l'accordo preliminare per il rinnovo del contratto quadriennale, che prevede la creazione di 600 posti di lavoro.
«Ford ha mandato un messaggio molto forte in relazione alla possibilità di superare gli scogli che ancora ci separano», ha detto il presidente dei Caw, Ken Lewenza, riferendosi alla disponibilità dell'azienda a trattare, proprio in materia sindacale e di contratti di lavoro.
E sull'inflessibilità di Marchionne si è espresso anche Harley Shaiken, docente dell'Università di Berkley, esperto di diritto del lavoro: «Sergio si è fatto la reputazione di essere meno flessibile delle sue controparti», ha sostenuto Shaiken, che ritiene che il metodo Marchionne sia in qualche modo poco adatto alla tradizione e ai percorsi di contrattazione sindacale canadesi: «In Italia Fiat non ha rivali – ha concluso Shaiken – tutto inizia e finisce con lei, ma qui è diverso».
La settimana scorsa Marchionne era apparso più possibilista su un recupero dei rapporti con le parti sociali canadesi, pur non nascondendo le difficoltà. «Penso che siano stati fatti progressi, ma la strada per una conclusione è ancora lunga», aveva detto a Detroit l'amministratore delegato di Chrysler e Fiat.
In realtà le case automobilistiche stanno cercando di ottenere concessioni dal sindacato dato che in Canada, complice il rafforzamento del dollaro canadese, i costi della produzione si sono alzati.
«I fatti sono fatti e penso che ignorarli, nascondendoli sotto il tappeto, non rende la vita di nessuno più facile», aveva dichiarato Marchionne al Wall Street Journal, sottolineando che «la speranza è che si capisca a che punto siamo e che si possa partire da questo».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Shopping24

Dai nostri archivi