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Questo articolo è stato pubblicato il 23 settembre 2012 alle ore 16:24.
(Epa)
Nuove misure di austerità non saranno sufficienti per tirare la Grecia fuori dal baratro in cui si trova. Forse da qui la disponibilità del primo ministro francese Jean-Marc Ayrault, che chiede di accordare ad Atene più tempo per risanare i conti pubblici. Soprattutto adesso che spunta l'ipotesi di un buco in bilancio quasi doppio rispetto alle vecchie stime. Mancherebbero 20 miliardi all'appello per evitare il crack del Paese.
In un'Europa che sembra prendere fiato dopo mesi e mesi di illazioni su un possibile fallimento della moneta unica, arriva come un fulmine la notizia, riportata dal settimanale tedesco Der Spiegel, che il buco nei conti della Grecia sarebbe ben maggiore di quanto previsto, a 20 miliardi di euro, quasi il doppio rispetto alla stima precedente. Si tratterebbe del ''risultato preliminare'' di un rapporto messo a punto dalla Troika (Ue-Bce-Fmi). Un risultato tanto negativo che potrebbe nuovamente mettere sotto pressione la Nazione e sospingerla verso l'uscita dalla moneta unica. "La risposta non dovrà essere l'addio della Grecia all'euro" ha detto però Jean-Marc Ayrault. Il primo ministro ritiene giusto dare più tempo ad Atene, "che si mostra sincera nel suo impegno a mettere in pratica le riforme, soprattutto fiscali" dice.
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Le cifre ufficiali del report saranno disponibili solo a metà novembre, ma molti sono pronti a scommettere che non faranno altro che certificare il default del Paese. La scelta della pubblicazione potrebbe essere dettata dalla necessità di non turbare l'economia mondiale prima delle elezioni americane, come riporta Reuters. I commissari della Troika dovrebbero comunque tornare ad Atene nel giro di una settimana.
Sotto i riflettori anche il nuovo pacchetto di tagli da 12 miliardi di euro. Pacchetto che prevede ulteriori tagli agli stipendi e alle pensioni e un innalzamento dell'età pensionabile, e che sta provocando proteste nel Paese.
In uno degli ultimi incontri la cancelliera tedesca Angela Merkel aveva esortato il premier greco Antonis Samaras a procedere sulla strada delle riforme. E il Governo di Atene cerca proprio di arginare l'evasione fiscale. A inizio settembre in attesa di un accordo per recuperare i capitali fuggiti in Svizzera, Atene aveva messo sotto sequestro i patrimoni di 121 persone, fisiche e giuridiche. Non solo. Sembra che Samaras abbia anche chiesto ai creditori pubblici del suo Paese di rinunciare a una percentuale del credito.
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