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Questo articolo è stato pubblicato il 02 ottobre 2012 alle ore 12:27.

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«Per scacciare il fantasma del Monti-bis e trasformare le primarie, da ennesima faida di partito a occasione di svolta per il Paese, ci vediamo al MAV di Ercolano, sabato 6 ottobre alle 18. Accetto la sfida: per vincerla». È quanto scrive sul suo sito il leader di Sel, Nichi Vendola, annunciando così la candidatura alle primarie del centrosinistra per la premiership.

Il leader di Sel ha rotto gli indugi smentendo l'ipotesi di una sua rinuncia per favorire la vittoria del segretario Pier Luigi Bersani - che si sta battendo nel Pd per confermare l'allenza con Vendola - su Matteo Renzi. Il governatore della Puglia aveva fatto balenare l'idea di un suo passo indietro con la motivazione che il duello tra Bersani e Renzi aveva il sapore di una resa dei conti all'interno del Pd mentre non é decollata la coalizione di centrosinistra che sembra delimitata a Pd, Sel e Api (anche Bruno Tabacci ha nei giorni scorsi ufficializzato la sua candidatura alle primarie).

Sabato si terrà intanto a Roma, presso l'Hotel Ergife, l'Assemblea nazionale del Pd, che ha all'ordine del giorno il varo di nuove regole per le primarie. Le ipotesi della vigilia parlano di ventimila firme da raccogliere intorno a un nome per candidarsi; la consegna di una tessera elettorale di «sostenitore del centrosinistra «che dà diritto a votare; il doppio turno, nel caso nessuno sfidante ottenesse il 50% dei consensi nella prima tornata delle primarie. Queste regole verranno messe ai voti, se l'Assemblea raggiungerà il numero legale dei partecipanti (sulla carta conta su oltre mille membri). Si dovrebbe votare pure la deroga allo Statuto che prevede l' automatismo della candidatura a premier del segretario. In questo modo verrebbe tecnicamente legittimata la candidatura di Matteo Renzi e degli altri esponenti del Pd che confermeranno di volersi candidare alle primarie. Secondo le indiscrezioni, verrebbe però proposto che ogni candidato del Pd alle primarie debba incassare almeno 300 firme tra i membri dell'Assemblea nazionale o il 3% di sottoscrizioni tra gli iscritti al Pd. Nella discussione del parlamentino del Pd potrebbero riversarsi le controversie sull'inutilità delle primarie. Non sono pochi nel gruppo dirigente a pensare alla soluzione del Monti-bis come la più efficace soluzione di governo. Ipotesi che continua a non piacere al segretario Bersani.

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