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Questo articolo è stato pubblicato il 14 ottobre 2012 alle ore 15:53.

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Severino: siamo di fronte a una seconda Tangentopoli, più grave del '92Severino: siamo di fronte a una seconda Tangentopoli, più grave del '92

«Questa è una seconda Tangentopoli, mi sembra inevitabile dirlo», ha detto il ministro della Giustizia, Paola Severino, nell'intervista a Maria Latella su SkyTg24, a proposito degli ultimi fatti di cronaca legati alla malapolitica e alla corruzione nelle Regioni e in parlamento.

«La quantità di casi che si stanno verificando - ha spiegato il Guardasigilli - lo rende evidente. Ma con qualche differenza rispetto alla Tangentopoli del 1992». In sostanza, secondo il ministro, la situazione è peggio oggi di allora. «Perché - ha detto - si tratta di una serie di casi estremamente gravi ed estremamente diffusi di corruzione che si innestano in un quadro di grande debolezza politica e in un quadro anche di grandi bisogni del paese, che rendono estremamente più gravi questi episodi».

«Lucrare illecitamente sul denaro pubblico rappresenta cosa sempre estremamente grave - ha concluso - Ma lucrare illecitamente sul denaro pubblico mentre si stanno chiedendo sacrifici ai cittadini è una cosa di una gravità inaudita».

«Alle prossime politiche nessun candidato condannato con sentenza definitiva. A proposito del ddl corruzione, il governo - ha ribadito Severino - si è impegnato a varare il decreto legislativo che rende operativa l'incandidabilità dei condannati «entro un mese» dall'approvazione della legge. Chi saranno i candidati delle prossime politiche, dunque? Severino lo spiega così: «Si deve trattare di candidati che non devono essere stati condannati con sentenza definitiva». E ancora: «Il ddl anticorruzione è irrinunciabile: i fatti stanno dimostrando che la corruzione è un fenomeno dilagante e dannosissimo per l'economia e l'immagine del paese e bisogna combatterlo con tutta la forza possibile".

L'emendamento salva Ruby non c'è più. Riguardo all'ostruzionismo del provvedimento alla Camera da parte del Pdl e del cosiddetto "emendamento salva Ruby", il ministro ha detto che «questo emendamento non c'è più non solo perché non è stato mai votato ma perché non é stato ripresentato» fra le proposte che bisognerà esaminare. «Tutto l'affannarsi sui casi in corso é un po' superato», ha detto ancora Severino che ha aggiunto: «Il legislatore sbaglierebbe enormemente se facesse le leggi» pensando a che cosa c'è. «Le leggi si fanno per il futuro», ha rilevato dagli studi di SkyTg24.

I sacrifici di chi ha una funzione pubblica. «Credo che chi ha compiti pubblici abbia doveri piu' stringenti e debba mantenere le cautele in modo rigoroso», ha anche detto il Guardasigilli, sottolineando che la funzione pubblica «comporta dei sacrifici». E questi sacrifici, aggiunge, «'vanno fatti nel nome dell'interesse pubblico».

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