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Questo articolo è stato pubblicato il 22 ottobre 2012 alle ore 10:41.

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Mariano Rajoy con il presidente della Galizia, Alberto Nunez (Epa)Mariano Rajoy con il presidente della Galizia, Alberto Nunez (Epa)

Rajoy tiene bene in Galizia. I nazionalisti vincono nei paesi Baschi. Le elezioni regionali di ieri hanno confermato il sostegno al premier nella sua terra d'origine: nonostante la crisi e le misure di austerity introdotte nell'ultimo anno il Partito popolare esce rafforzato e continuerà a guidare, con la maggioranza assoluta, l'amministrazione autonoma.

Ma il successo netto dei partiti baschi che vogliono l'indipendenza della "nazione europea Euskadi", alza il livello dello scontro tra le Regioni e il Governo centrale di Madrid. E tra un mese, il 25 novembre, Rajoy dovrà affrontare un nuovo passaggio elettorale decisivo, quello in Catalogna, dove il fronte indipendentista continua ad allargarsi, alimentato dal disagio per la crisi economica.

I risultati di ieri potrebbero segnare la svolta anche per la strategia della Spagna in Europa, mettendo fine al lungo, estenuante, negoziato tra Madrid e Bruxelles sulla richiesta di salvataggio e sulle condizioni che i partner europei, a cominciare dalla Germania, vogliono legare agli aiuti. I mercati, positivi nelle ultime settimane sia sull'azionario che sui titoli del debito pubblico, hanno già scontato già il bailout, Moody's ha "graziato" Madrid evitando il declassamento solo confidando sugli aiuti internazionali.

In Galizia il Partito Popolare ha guadagnato tre seggi in Parlamento e ora ne ha 41 su 75. Per molti analisti più che di un'affermazione di Rajoy si è trattato di un successo personale del governatore regionale Alberto Nunez Feijoo che aveva convocato elezioni anticipate per impedire che la crescente impopolarità del Governo di Madrid influenzasse il voto locale e che ha evitato apparizioni pubbliche congiunte con Rajoy in campagna elettorale.

Nei Paesi Baschi, dopo la fine delle violenze del terrorismo con la tregua annunciata un anno fa dall'Eta, i nazionalisti conservatori del Pnv, guidati da Iigo Urkullu, mantengono la maggioranza relativa con 27 deputati su 75: un risultato che comunque lo costringerà a trattare con gli indipendentisti di EH Bildu, gli eredi di Batasuna, che hanno ottenuto 21 seggi. Molto negativi in entrambe le Regioni i risultati ottenuti dal Partito socialista.

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