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Questo articolo è stato pubblicato il 23 ottobre 2012 alle ore 16:31.

Diffamazione, nuove norme verso l'approvazione. Nel giorno in cui la Cassazione deposita le motivazione per la recente condanna al carcere di Alessandro Sallusti per questo reato (26 pagine in cui si sottolinea la «spiccata capacità a delinquere» del giornalista e la «gravità» della «campagna intimidatoria» promossa da "Libero" nel 2007 contro un giudice tutelare in un caso di autorizzazione all'aborto di una tredicenne) arriva anche il via libera all'unanimità della commissione Giustizia del Senato alla riforma della diffamazione a mezzo stampa, tornata sotto i riflettori proprio dopo le polemiche sul "caso Sallusti".
Eliminata la pena detentiva, nel testo che domani approderà all'Aula di Palazzo Madama per l'approvazione, finale vengono confermate le multe che vanno da un minino di 5mila a un massimo di 100mila euro. L'approvazione di un emendamento Pd ha introdotto poi una clausola che lega l'entità della multa alla gravità del fatto e alla diffusione della testata. Via anche la riparazione pecuniaria (resta solo il risarcimento in sede civile). Confermata anche, come pena accessoria, l'interdizione dalla professione da uno a 6 mesi che potrebbe essere prolungata fino a tre anni in caso di recidiva reiterata.
Aggravante "anti macchina del fango"
Tra le novità, anche la previsione di una aggravante per diffamazione organizzata, definita dalla relatrice Silvia Della Monica (Pd) una aggravante «anti-macchina del fango»: sarà applicabile quando concorrono dolosamente all'attribuzione di un fatto determinato (poi ritenuto diffamatorio) più attori oltre all'autore materiale del testo. Sul fronte delle testate on line, il ddl specifica poi che le pene si applicheranno solo «alle testate giornalistiche diffuse per via telematica». Sul punto, però, la commissione si è divisa tra chi punta ad applicare le norme solo alle edizioni telematiche dei giornali cartacei e chi, come il Pdl, vorrebbe includere tutte le pubblicazioni web, compresi quindi i blog. «Questa questione la vedremo in aula», spiega la relatrice.
Ritirato emendamento "anti-Gabanelli"
Giacomo Caliendo, magistrato eletto nelle file del centrodestra, ha invece ritirato il suo emendamento ribattezzato "Norma anti-Gabanelli" (la conduttrice di Report) che prevede la nullità delle clausole contrattuali di manleva da parte dell'editore nei confronti di un giornalista, la sciando comunque aperta la possibilità di ripresentarlo in Aula. Per la relatrice Della Monica «il testo votato é assolutamente equilibrato, rimane la centralità della rettifica che attenua la pena».
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