Storia dell'articolo
Chiudi
Questo articolo è stato pubblicato il 26 ottobre 2012 alle ore 07:56.
(Space24)
Torna Michele Santoro con la première di quella che, stando alle sue parole, potrebbe essere per lui l'ultima stagione da conduttore. L'avvio, quasi surreale, sulle note del vecchio inno di Forza Italia, introduce un gustoso aneddoto con il quale il giornalista apre la trasmissione approdata, infine, su La7. Il protagonista non può che essere Berlusconi che ha appena annunciato la scelta di non presentarsi come candidato premier del Pdl.
L'incontro con Berlusconi
« L'ho incontrato diverse volte- esordisce Santoro- ma una in particolare mi è rimasta impressa». Così parte il racconto del faccia a faccia, ad Arcore, con il Cavaliere (nei giorni che precedono l'ingresso in politica) per parlare del progetto di un programma televisivo. Il padrone di casa lo accoglie in tuta, « pimpante», tra una telefonata a Panorama per bocciare la copertina della rivista, una a Boncompagni perché sostituisca una ragazza in terza fila, a Non è la Rai, colpevole di avere «le tette troppo piccole» e un'altra a Galliani al quale dispensa un suggerimento tecnico sul Milan.
Finito lo show, Berlusconi dice di seguire tutte le puntate di Samarcanda. E subito domanda al conduttore che cosa ne pensa della situazione politica (non prima di avergli chiesto, ovviamente, se è comunista) nonché della necessità che qualcuno scenda in campo per contrastare la sinistra. Santoro tenta di dissuaderlo da un simile gesto che lo potrebbe esporre al rischio di finire risucchiato dalle cattive abitudini della mondo politico.
«Pensate quanto sono stato coglione- chiosa il giornalista- io cercavo di convincerlo e lui il partito lo aveva già fatto. Ma oggi posso dire che avevo ragione. Con una piccola postilla, che la ragione in questo Paese è dei fessi».
Una formula collaudata
Dopo questa partenza in puro stile Santoro, la puntata prosegue con uno stile collaudato. Tre ospiti: Matteo Renzi, Gianfranco Fini, Diego Della Valle. Le domande di Luisella Costamagna, l'atteso intervento di Marco Travaglio. Ma prima, una carrellata di interviste ad una serie di politici indagati ai quali viene chiesto se intendano ricandidarsi, con alcuni spezzoni di un comizio di Beppe Grillo in chiusura.
Renzi veste i soliti panni del rottamatore, Fini risponde alle accuse sulla casa di Montecarlo. «Non c'è in ballo un solo centesimo di denaro pubblico- dice il Presidente della Camera- la denuncia penale fatta da miei avversari politici è stata archiviata. Non c'è alcuna certezza che dietro al società che ha acquistato ci sia Giancarlo Tulliani. Non posso essere chiamato a rispondere né in termini penali né in termini politici, al limite si tratta di una questione che rimane nell'ambito personale».
Il dibattito cede, quindi, il passo alla commozione quando parla Rosanna Ferrigno, la fidanzata di Pasquale Rosano, ucciso per errore dalla camorra a Marinella, in provincia di Napoli. Poi si riparte con le immagini di Giulia Innocenzi che va all'assalto di Monti e dei ministri Profumo, Balduzzi e Giarda chiedendo spiegazioni sulla legge anti-corruzione. Sullo stesso provvedimento è incentrato il monologo di Travaglio che ne critica l'inconsistenza, elargendo ironici consigli ai tangentisti Gustavo Dandolo e Godevo Prendendolo, rispettivamente imprenditore che corrompe e politico che prende la mazzetta.
Gran finale con Della Valle che attacca Marchionne e l'intervista a Ruby.
Ma i fuochi d'artificio di questa prima puntata arrivano tutti nella parte finale, con Diego Della Valle che definisce Marchionne un "mago Otelma delle quattro ruote" e che non risparmia una stoccata ai giovani Agnelli. «Un confronto con loro? Magari stanno in qualche discoteca, è difficile trovali». E con l'intervista a Ruby che parla dei suoi rapporti con Berlusconi, negando che l' ex-premier fosse a conoscenza della sua età e che abbia provato a fare sesso con lei. Ma, alla fine, quando le viene chiesto se manderebbe sua figlia, a diciassette anni, ad una delle feste ad Arcore, sena pensarci due volte risponde : «Assolutamente no».
Le classiche, irriverenti vignette di Vauro chiudono un programma ben costruito, che mantiene un buon ritmo dall'inizio alla fine, affidandosi alla tradizione di un format ormai ampiamente consolidato. Con una novità, quella del "Partito Liquido" che riprende la forma del reality, consentendo al pubblico di scegliere il candidato premier votando, di volta in volta, per l'eliminazione di uno dei personaggi in gioco. Questa sera, per la cronaca, è stata la volta di Alfano che ha dovuto abbandonare il campo "sconfitto" da Roberto Maroni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Permalink
Ultimi di sezione
-
l'inchiesta «ambiente svenduto»
Ilva, arrestato il presidente della provincia di Taranto per concussione - I dieci mesi decisivi dell'Ilva
-
incontro in vaticano
Merkel in visita dal Papa: «abbiamo bisogno di un'Europa forte e giusta»
-
ITALIA SOTT'ACQUA
Maltempo al Nord senza fine: il Po esonda a Piacenza. La Coldiretti chiede lo stato di calamità - Meteo24
-
Italia
Mistero sulle armi per i droni: l'Italia alza la voce con Washington e minaccia scelte europee
-
oltre 100mila contribuenti nel caos
Imu: 730 da rifare per chi ha compensato - Imu, dallo stop sulla prima casa agli sconti per le imprese - Il decreto in pillole - Sul Sole 3 giorni di approfondimenti
-
«LA NUOVA DETASSAZIONE»
Come cambiano le regole per la detassazione dei salari di produttività nel 2013? Lunedì la guida del Sole








