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Questo articolo è stato pubblicato il 26 ottobre 2012 alle ore 16:49.

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Stop alla ritenuta del 2,5% sul Tfr dei dipendenti pubblici, in attuazione della sentenza della Corte Costituzionale che aveva bocciato la parte della manovra Tremonti del 2010 che estendeva il Tfr anche ai
pubblici. La notizia si legge nel comunicato di Palazzo Chigi pubblicato al termine del Consiglio dei ministri. Il Cdm, sottolinea la nota, «ha approvato un decreto legge che, in attuazione della recente sentenza della Corte costituzionale n. 223 del 2012, ripristina la disciplina del trattamento di fine servizio nei riguardi del personale interessato dalla pronuncia». La sentenza della Consulta interveniva anche su altri temi relativi al pubblico impiego, bocciando anche i tagli alle retribuzioni delle alte dirigenze pubbliche. Per quanto riguarda le altre parti della sentenza della Consulta, il Cdm ha stabilito che si procederà in via amministrativa attraverso un Dpcm ai sensi della legislazione vigente.

Minatori in pensione un anno dopo
L'armonizzazione dei requisti delle pensione con la riforma colpisce i minatori. «Per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere é previsto l'aumento di un anno, da 55 a 56, dell'età pensionabile di vecchiaia, mentre per l'accesso alla pensione anticipata il requisito minimo contributivo é di 37 anni e due mesi per il 2013, e di un ulteriore mese per il 2014». È quanto si legge nella nota di palazzo Chigi a proposito dello schema di regolamento approvato dal Cdm che armonizza i requisti delle pensione con la riforma per alcune categorie. Si tratta, in particolare, del comparto difesa-sicurezza, Vigili del fuoco e soccorso pubblico e di iscritti a fondi Inps, ex-Enpals e ex-Inpdap. Vengono gradualmente incrementati i requisiti richiesti per la pensione di vecchiaia del personale militare delle Forze armate, compresa l'Arma dei carabinieri, la Guardia di finanza, le Forze di polizia a ordinamento civile e i Vigili del fuoco, nel rispetto delle peculiarità ed esigenze di queste categorie. Lo schema di regolamento passa ora all'esame delle competenti Commissioni parlamentari e del Consiglio di Stato.

Il Cdm chiede il ritiro delle dimissioni ai membri della commissione Grandi Rischi
Il Consiglio dei ministri ha anche deciso di chiedere il ritiro delle dimissioni dei membri della commissione Grandi Rischi che si era dimessa per protesta dopo la sentenza del Tribunale de l'Aquila.

Primo sì sull'interoperatività dei sistemi ferroviari
Il Consiglio dei ministri ha anche approvato in via preliminare un provvedimento che recepisce le norme europee sull'interoperabilità dei sistemi ferroviari nazionali con il sistema ferroviario transeuropeo. Il testo verrà sottoposto al parere delle Commissioni parlamentari competenti.

Avviato l'esame di un decreto in favore della popolazione siriana
Il Consiglio dei ministri ha avviato l'esame di un decreto con misure urgenti in favore della popolazione siriana e dei rifugiati nei Paesi limitrofi assumendo la decisione di riservare agli interventi umanitari riguardanti la Siria un elevatissimo livello di priorità.

Nomine
Su proposta del ministro degli Affari esteri il Cdm ha approvato il collocamento fuori ruolo presso il ministero del Lavoro del ministro plenipotenziario Paolo Trichilo, quale consigliere diplomatico del ministro.
Su proposta del ministro dell'Interno, il Consiglio ha nominato lMaria Tirone prefetto di Crotone. Ha nominato dirigenti generali di pubblica sicurezza i dirigenti superiori della Polizia di Stato: Leonardo La Vigna (Questore a Bolzano) e Giovanni Pinto (Questore a L'Aquila).

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