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Questo articolo è stato pubblicato il 01 novembre 2012 alle ore 13:55.

«Non entro nel merito di decisioni interne, ma non mi è piaciuta la mossa che è stata fatta». Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, commentando a Sky tg24 la decisione di Fiat di mettere in mobilità 19 operai dell'impianto di Pomigliano. Certo Fiat è «un'azienda libera e se la vedono al loro interno». ha aggiunto Passera. «Certamente - ha aggiunto - è una buona notizia che Fiat abbia confermato di non volere chiudere impianti in Italia. Faremo il possibile perchè siano attivi e produttivi e non quasi fermi come sono oggi».
L'appello del ministro Fornero
Sulla mobilità a Pomigliano si muove anche il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che ha invece invitato la Fiat a «soprassedere all'avvio della procedura di messa in mobilità del personale, in attesa della verifica di una possibilità di dialogo che non riguardi soltanto il fatto specifico, ma l'insieme delle relazioni sindacali in azienda». La presa di posizione del ministro sulla situazione dei lavoratori dello stabilimento di Pomigliano segue la sentenza che ha condannato l'azienda torinese ad assumere 19 lavoratori nello stabilimento e alla decisione aziendale di mettere in mobilità di altrettanti dipendenti. Il ministro, rileve una nota di via Flavia, «constata, con rammarico e preoccupazione la novità della fattispecie che fa evolvere le relazioni industriali nel senso dello scontro e dell'indurimento della contrapposizione, la mancanza di volontà di dialogo di entrambe le parti e l'assenza di una posizione comune da parte sindacale». In questa situazione, il ministro «si adopererà per quanto di sua competenza per fermare l'avvitamento in una spirale nella quale tutti, dai singoli all'intero Paese, sono perdenti».
Airaudo (Fiom): il ministro fa il suo lavoro»
«Il ministro del lavoro fa il suo lavoro: ha chiesto alla Fiat di soprassedere e sospendere le procedure di mobilità, ma credo che tecnicamente le procedure di mobilità si possano solo ritirare, non sospendere. Comunque il ministro fa il suo mestiere, se interviene fa bene, poi vedremo, "se son rose fioriranno": ora la parola passa alla Fiat». Così, nel corso di una intervista al Giornale Radio Rai, il responsabile auto della Fiom Giorgio Airaudo commenta le parole del ministro Fornero, sottolineando «che quei licenziamenti siano una forzatura illegittima e che restino problemi, a partire da tutti gli altri lavoratori che dovrebbero rientrare nella fabbrica a luglio, é sicuramente certo e palese». Quanto all'appello del ministro per superare «la spirale dello scontro» tra le parti, Airaudo aggiunge: «qualunque tavolo di confronto abbia in mente Fornero, noi ci andiamo. Noi ci siamo sempre andati al confronto, siamo stati esclusi, non ci siamo alzati e non abbiamo abbandonato nessun tavolo».
Idv contro il silenzio del Governo
Poco prima dell'intervento di Passera il capogruppo dell'Italia dei Valori in Senato, Felice Belisario, aveva stigmatizzato il silenzio del Governo sulla vicenda: «Non mi stupiscono gli attestati di stima di Marchionne a Monti. Perchè dovrebbero? Sono due facce della stessa medaglia, ovvero quella di chi tutela i propri interessi e quelli dei poteri forti, facendo pagare il prezzo della crisi alla fasce deboli e facendo a pezzi i diritti dei lavoratori». Ieri - aveva proseguito Belisario - Marchionne «ha messo la ciliegina sulla torta, ponendo gli operai della Fiat di Pomigliano gli uni contro gli altri. È inquietante il silenzio del ministro fantasma dello Sviluppo economico, Passera, forse troppo impegnato a preparare la sua campagna elettorale per ricordarsi che è un ministro tecnico, sulla carta supertitolato, in realtà pieno di conflitti di interesse».
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