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Questo articolo è stato pubblicato il 03 novembre 2012 alle ore 10:49.

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Più che il punto G dei suoi eletti, Beppe Grillo ha solleticato il punto C, vale a dire il punto critico quello di rottura. A poche ore dal nuovo casus belli (l'apparizione di Federica Salsi a Ballarò e la conseguente strigliata dai toni sessisti del leader del Movimento 5 Stelle) dall'Emilia Romagna, spina nel fianco di Beppe e Casaleggio, arriva la prima ammissione di spaccatura interna.

A farla è il mite capogruppo al consiglio comunale di Bologna Massimo Bugani che le dà anche un nome: «potremmo chiamarla la corrente degli ex comandanti». Gli ex in questione Bugani non li nomina ma sono noti da mesi alle cronache e sono il ferrarese Valentino Tavolazzi (primo epurato della storia del Movimento), Giovanni Favia (quello del fuori onda a La7), Raffaella Pirini (consigliera comunale forlivese) e da ultimo la neo femminista bolognese Federica Salsi.

Fil rouge che unisce i quattro è l'insofferenza ai diktat di Casaleggio e Grillo accusati, il primo in particolare, di governare il Movimento come cosa loro. Salsi, ultima in ordine di arrivo nel gruppo dei ribelli, sembra essere poi veramente stizzita anche con Bugani, suo compagno di banco in comune, che taccia di maschilismo non meno dell'ormai ex "caro leader" per avere dichiarato che non si sarebbe mai aspettato di vederla "ringhiare così".

Cita Checco Zalone, l'inviperita Salsi, dicendo che le donne sono un problema irrisolvibile e rispedisce al mite mittente (che di Bugani tutto si può dire ma non che sia uno dai toni rabbiosi) l'offerta di pace sintetizzata nella frase «Federica ha fatto un errore, se lo ammette merita l'assoluzione per meriti sul campo». Non solo Federica non ammette, ma si arrabbia ancora di più. Bugani ci riprova e le dice di non prestare orecchio alle sirene egoiste che vogliono solo spaccare il Movimento, ma il suo appello (che fa riferimento a Favia con cui e' in rotta da mesi) cade nel vuoto.

E a questo punto Giovanni Favia, tirato per la giacchetta, dice la sua partendo dalla solita accusa che muove all'ex amico di essere un ruffiano. «Il Movimento ha bisogno di compattezza, i ruffiani senza se e senza ma vadano nei partiti - dice -.Il movimento adesso deve fare un salto di qualità». Salsi incassa plauso e appoggio di Favia e da qualche ora se ne sta zitta. Questione di poco comunque questo silenzio. Vista la piega che stanno prendendo i Grillini emiliano romagnoli, che ormai si mandano a quel paese a botte di dichiarazioni a mezzo stampa, non escludiamo che a breve qualcuno si alzi per dire la sua. Impossibile invece prevedere se si tratterà di un ex comandante scissionista o un ruffiano allineato.

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