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Questo articolo è stato pubblicato il 05 novembre 2012 alle ore 11:07.

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La Guardia di finanza di Milano su ordine della Procura sta effettuando in questi giorni sequestri per l'equivalente di 65 milioni di euro a carico di tredici persone del gruppo tessile Marzotto indagate per omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. I sequestri riguardano oltre a conti correnti anche immobili, la villa a Cortina e Trissino (Vicenza) e case a Roma e Milano, terreni e partecipazioni azionarie. Sulle proprietà poste sotto sequestro preventivo non sono stati apposti sigilli perché il provvedimento è finalizzato a impedire l'eventuale compravendita o la dissipazione dei beni fino alla definizione del procedimento in corso.

Sotto inchiesta la vendita di Valentino Fashion Group nel 2007 dalla Icg, società del gruppo Marzotto, al fondo Permira

L'indagine della Procura, in collaborazione con i funzionari dell'Agenzia delle Entrate, ha consentito di svelare in Italia la sede reale dell'amministrazione di una holding finanziaria che sarebbe stata formalmente e consapevolmente costituita in Lussemburgo. Attraverso le indagini, sarebbero stati individuati i luoghi in cui venivano effettivamente assunte le decisioni e impartite le direttive sulla gestione della società di diritto lussemburghese da parte di soci che risultavano essere quasi tutti residenti in Italia. La costituzione della holding in Lussemburgo avrebbe consentito ai Marzotto dunque di dribblare il fisco.

Dal Lussemburgo alle Cayman: le motivazioni del sequestro
Si legge nel decreto che dispone il sequestro dei beni: gli indagati nell'inchiesta sulla vendita del 29,62% di Valentino Fashion Group a Permira (pari a 200 milioni di euro) «al fine di evadere le imposte sui redditi localizzavano fittiziamente la sede della società (International Capital Grouth, ndr) in Lussemburgo, laddove la stessa era effettivamente operativa in Milano, omettendo di presentare - essendovi obbligati - la dichiarazione dei redditi ai fini dell'applicazione dell'Ires per il periodo di imposta 2007 (Unico 2008) con una imposta evasa pari a 65.677.989 euro».
Ogni eventuale e residuo dubbio scrive il gip Gianfranco Criscione «è fugato dalle vicende successive al 16.05.07, che come s'è visto si sono sostanzialmente risolte nel trasferimento alle isole Cayman dell'intero profitto che la Igc realizzava nell'affare VFG, ivi compresa la parte di tale profitto guadagnata con l'evasione fiscale in esame».
Circostanza che, per il gip «costituisce un chiaro e significativo indice del pericolo che gli odierni indagati possano trasferire all'estero almeno parte dei propri beni, oppure compiere altre operazioni finalizzate all'elusione dei rispettivi obblighi tributari».

Tredici indagati per evasione fiscale

Risultano indagati Vittorio, Matteo, Maria Rosaria, Cristiana e Margherita Marzotto, Andrea, Isabella e Rosanna Donà dalle Rose, Barth Zech, Pierre Cladmi, Ferdinando Businaro e Massimo Caputi. Sono accusati di aver violato l'articolo 5 della legge 74/2000, ovvero non avrebbero pagato le imposte in Italia sulla plusvalenza realizzata dalla vendita delle loro quote del gruppo della moda al fondo Permira.

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