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Questo articolo è stato pubblicato il 09 novembre 2012 alle ore 16:29.
L'ultima modifica è del 09 novembre 2012 alle ore 10:25.

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C'è l'ex primario di cardiologia del Policlinico di Modena, Maria Grazia Modena tra gli arrestati dell'operazione ‘Camici Sporchi' dalle prime ore di questa mattina in varie città d'Italia. In manette anche l'ex direttore di Emodinamica del Policlinico, Giuseppe Sangiorgi (unico in carcere perché ritenuto la mente dell'associazione a delinquere sulla quale si sono concentrate le indagini).

Oltre ai due ex dirigenti i magistrati della Procura modenese hanno disposto l'arresto di altri sette medici del reparto di cardiologia: in manette ai domiciliari sono così finiti Alessandro Aprile, attualmente in servizio all'ospedale di Coriano, Luigi Vincenzo Politi, cardiologo del Policlinico di Modena, Simona Lambertini, assegnista di ricerca del Policlinico, Giuseppe Biondi Zoccai, attualmente in servizio all'Umberto primo di Roma, Fabrizio Clementi, del Policlinico di Tor Vergata di Roma, Alessandro Moriello, del Policlinico di Tor Vergata di Roma, e Andrea Amato, in servizio al San Marco di Bergamo.

Tutti sono accusati, a vario titolo, di peculato, corruzione, falso in atto pubblico, truffa ai danni del Servizio sanitario e sperimentazioni cliniche senza autorizzazione. L'operazione, condotta dai Nas di Parma, al momento conta 67 indagati e 12 aziende (6 italiane e 6 straniere) che producono apparecchiature sanitarie per le quali è stato posto divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. Secondo le accuse le persone coinvolte, ognuna in diverso ruolo e grado, erano responsabili di sperimentazioni cliniche sui pazienti, eseguite fuori da ogni autorizzazione, con l'utilizzo abusivo di attrezzature sanitarie non autorizzate con spesa che ha gravato indebitamente sul Servizio sanitario nazionale.

Con il passare delle ore si sono delineati i contorni di quella che era una prassi consolidata ed, evidentemente, scorretta. Le indagini, iniziate nel 2010 dopo un esposto dell'associazione ‘amici del cuore' alla Procura di Modena e alla Regione Emilia Romagna e relativo a una serie di morti sospette, si sono concluse con gli arresti di questa mattina e hanno accertato che i medici arrestati sottoponevano i pazienti ignari a sperimentazioni non autorizzate, falsificando le cartelle cliniche e impiantando stent e strumentazioni senza certificazione europea e in alcuni casi malfunzionanti.

In cambio, secondo i documenti acquisiti dagli inquirenti, i cardiologi ricevevano dalle aziende private tangenti che venivano versate sui conti correnti di onlus fittizie. Non solo, a maggior tutela del proprio operato, gli specialisti pubblicavano i risultati su riviste scientifiche che garantivano anche un buon ritorno di immagine.

Di più: le indagini hanno accertato che gli oneri delle sperimentazioni fittizie (al momento ne risultano 66, per un numero invece più alto di ignari pazienti giacché ciascuna ne comprendeva diversi) erano a carico del Policlinico di Modena che pagava, ad esempio 700 euro per una coronarografia e 1000 per uno stent.

Al momento della chiusura delle indagini la Procura ha pertanto disposto anche il sequestro di un milione di euro presenti nei conti delle tre finte onlus, anche se una stima del danno alle casse dello Stato non è stata ancora ultimata, ma si suppone possa essere di una somma anche maggiore al milione.

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