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Questo articolo è stato pubblicato il 09 novembre 2012 alle ore 15:07.

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Farcela innanzitutto con le proprie forze. Tagliare qualcosa, inevitabilmente, e appoggiarsi anche ad altre istituzioni. Ma sapere che si può contare su se stessi, anche grazie a una situazione finanziaria sana. Un anno dopo l'alluvione, l'isola d'Elba fa i conti della ricostruzione. A Marina di Campo (frazione del Comune di Campo nell'Elba) oltre 2 milioni di metri cubi d'acqua invasero strade ed edifici. Oggi le immagini che arrivano dalla località parlano di un paese che pare tornato alla normalità, anche grazie agli sforzi economici compiuti nonostante la crisi.

I dati del Comune parlano di 400mila euro spesi nei giorni dell'emergenza e di oltre un milione e 600mila nella seconda fase della ricostruzione. «Nel primo caso si tratta di fondi arrivati dal circuito della Protezione civile – spiega il sindaco, Vanno Segnini. – Nel secondo parliamo di soldi che abbiamo dovuto prendere dal bilancio. Abbiamo spostato stanziamenti non ancora appaltati, e rinviato opere che avevamo progettato, in particolare per quanto riguarda la viabilità e la cultura». Avendo meno di 5mila abitanti, Campo nell'Elba non è sottoposto ai vincoli del Patto di stabilità, ma sente comunque la crisi: «Ce l'abbiamo fatta – sottolinea il sindaco - anche perché la nostra situazione finanziaria non è mai stata traballante».

All'impegno del municipio si aggiungono i volontari, ore e ore di lavoro per rimuovere il fango e aiutare le famiglie, e i fondi arrivati da altre istituzioni: tre milioni di risorse nazionali e cinque e mezzo regionali, più i soldi versati da Provincia e Unione dei Comuni. In proporzione, però, i fondi arrivati "dall'esterno" sono stati meno rispetto ad altri casi simili: per l'alluvione in Lunigiana, avvenuta pochi giorni prima di quella dell'Elba, sono stati spesi 93 milioni di risorse nazionali e regionali, a fronte di 161 milioni di danni stimati. Sull'isola questi ultimi ammontavano a 50 milioni, e Stato e Regione ne hanno investiti otto e mezzo: il 17% dei danni, contro il 57% dell'esempio precedente.

Al di là dei paragoni, i soldi che sono stati spesi a Marina di Campo sembrano aver dato i giusti frutti: il sindaco assicura che un calo del turismo c'è stato, ma solo per colpa della crisi, e forse addirittura si è sentito meno che nel resto dell'isola. «Da noi la stagione parte prima di Pasqua, e già allora eravamo pronti. Chi arrivava stentava a vedere i segni dell'alluvione». Grazie all'impegno di tutti, economico e non solo.

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