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Questo articolo è stato pubblicato il 29 novembre 2012 alle ore 06:38.

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ROMA
L'Italia guidata da Mario Monti è vista con crescente fiducia dagli investitori cinesi. Nuovi accordi per un miliardo di euro sono stati firmati ieri a Palazzo Chigi ma non c'è ancora quell'atteso "balzo in avanti" che la visita del premier a Pechino, la primavera scorsa, poteva lasciare presagire.
Ieri il presidente del Consiglio ha ricevuto il presidente del Comitato nazionale della Conferenza consultiva politica del Popolo cinese, Jia Qinglin, una sorta di presidente del Senato ma che in Cina è la quarta carica dello Stato. Al centro del colloquio i rapporti tra Unione europea e Cina all'indomani del XVIII Congresso nazionale del partito comunista cinese e le relazioni economiche bilaterali. La recente visita del Ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera ha rafforzato le relazioni economiche ma c'è spazio per nuove intese su energia e green economy. Monti e Jia Qinglin hanno poi presenziato alla firma di sei accordi del valore di 1,27 miliardi di dollari, quasi un miliardo di euro. Quello di maggior entità nel settore telefonico tra Hua Wei Italiy e Fastweb è una prosecuzione di analoghe intese con Telecom e Vodafone avviate quando a Palazzo Chigi c'era Silvio Berlusconi. «Questi accordi - ha osservato Monti - dimostrano come in molti settori dell'economia si possano attrarre investitori stranieri, potenziando la crescita del Paese e espandendo gli scambi internazionali». Gli accordi di ieri, fanno rilevare fonti del Governo seguono quelli della settimana scorsa tra Qatar Holding e il Fond Strategico Italiano per una joint venture di 2 miliardi con in vista un altro accordo per 1 miliardo sulle Pmi.
Ma è dalla Cina che si attende di più. L'incontro del marzo scorso tra Monti e i rappresentanti del fondo sovrano China Investment Corporation (Cic) a Pechino non sembra avere ancora prodotto i risultati sperati ma negoziati sono in corso con la Cassa depositi e prestiti. Qualcosa di più dettagliato forse Monti l'ha esposto ieri sera a Bologna ai rappresentanti cinesi invitati all'Alma Graduate School dove il premier italiano ha impedito l'accesso ai giornalisti, forse per rivolgersi con maggiore libertà agli ospiti stranieri. Ad attendere Monti c'era anche l'ex premier Romano Prodi ora presidente della Fondazione per l'amicizia tra i popoli. «I rapporti con la Cina sarebbero da rafforzare certamente» ha ricordato Prodi.
Ed ecco la lista degli Accordi firmati ieri: oltre a quello tra "Hua Wei Italy" e "Fastweb",(557 milioni di dollari) un accordo di Cooperazione Strategica tra "China Everbright Ltd" e "Ferretti Group", (480 milioni di dollari); quello tra "China General Technology (Group) Holding Limited" e "Fata Spa", (153 milioni di dollari); quello tra Spark MachineTool (Gruppo) Co., Ltd. Aquire Colgar S.p.A. (40 milioni di dollari); il contratto per Equity Joint Ventures di "Shandong HTM New Energy Auto Manufacturing Co., Ltd" (30 milioni di dollari); l'accordo tra "BesteS.p.A" e "Anhui Huama Textile Co., Ltd" (13 milioni di dollari).
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