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Questo articolo è stato pubblicato il 13 dicembre 2012 alle ore 18:17.

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Arriva la tassa antispeculazione: sulle negoziazioni ad alta frequenza di titoli azionari e strumenti finanziari concluse sul mercato italiano dal 2013 si pagherà un'imposta dello 0,02 per cento. Non solo. La Tobin tax sui derivati avrà decorrenza 1° luglio 2013 mentre quella su strumenti finanziari azionari partirà dalle operazioni concluse dal 1° marzo prossimo. Sono due delle principali novità contenute nell'emendamento alla legge di stabilità sulla Tobin tax messo a punto dal Governo e depositato ieri in commissione Bilancio al Senato.

Come già anticipato dan Il Sole 24 Ore, il Tesoro ha riscritto ex novo le regole per l'introduzione nel nostro ordinamento della tassazione delle transazioni finanziarie. È la stessa relazione all'emendamento sulla Tobin tax a parlare di imposta sulle operazioni che hanno «finalità spiccatamente speculativa». Nel mirino del fisco finiscono dunque le operazioni effettuate elettronicamente con un intervallo temporale ristrettissimo e determinato sulla base di valori che saranno fissati con un decreto dell'Economia. Il valore temporale, specifica comunque la norma, non potrà essere superiore al mezzo secondo. L'aliquota dello 0,02% si applica sul controvalore degli ordini annullati o modificati nel caso la proporzione rispetto a quelli eseguiti ecceda una determinata soglia numerica individuata sempre con il decreto dell'Economia. La soglia, comunque non potrà essere inferiore al 60% degli ordini trasmessi.

A pagare l'imposta sarà il soggetto per conto del quale sono eseguiti gli ordini. Il suo debutto, così come per la Tobin tax, è fissato al 1° marzo 2013 se le operazioni riguardano strumenti finanziari azionari e dal 1° luglio prossimo in caso di trasferimenti di strumenti derivati.
La Tobin tax all'italiana si caratterizza, dunque, per la doppia tipologia di prelievo ovvero quello in misura proporzionale applicato al trasferimento di azioni e di altri strumenti finanziari partecipativi e quello in misura fissa per le operazioni su strumenti derivati che hanno per oggetto le azioni e gli strumenti finanziari.

Anche il peso del prelievo si differenzia a seconda della tipologia di operazione e del mercato in cui avviene. Il prelievo in misura fissa (i cui valori saranno indicati in un tabella che sarà allegata alla legge di stabilità) sui derivati è modulato in relazione alla tipologia di strumento e al valore del contratto. Per la tassazione proporzionale invece l'aliquota sarà dello 0,2% del valore della transazione. Ma attenzione se le operazioni di trasferimento avvengono in mercati regolamentati il carico fiscale si riduce allo 0,1% in caso di strumenti finanziari azionari e di un quinto in caso di derivati.

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