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Questo articolo è stato pubblicato il 20 dicembre 2012 alle ore 18:53.

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L'Italia torna a prima del boom economico degli anni '60, almeno per quanto riguarda i consumi petroliferi. È quanto emerge dal preconsuntivo 2012 elaborato dall'Unione Petrolifera che evidenzia come quest'anno i consumi abbiano subito «una contrazione eccezionale» pari all'11,4% a quota 63 milioni di tonnellate.

Si tratta di un tonfo nettamente superiore persino a quello registrato nel 2009, all'apice della crisi dei subprime, quando i consumi calarono del 6,4%. Nel biennio 2011-2012 il calo è di quasi 11 milioni di tonnellate, cioè già la metà di quanto abbiamo perso nel decennio 2000-2010.

La domanda dei soli carburanti, spiega l'Up, storicamente in crescita fino al 2004, nel 2012 è diminuita di quasi il 10%. Considerando anche il gpl, la perdita dal 2004 si aggira intorno ai 9 miliardi di litri di cui quasi la metà nel 2012.

La benzina, scesa sotto i 9 milioni di tonnellate, presenta oggi volumi che sono la metà di quelli del 2000, non compensati dalla crescita del gasolio che, nello stesso periodo, è aumentato del 27%. La flessione del gasolio nel 2012 (-2,5 milioni di tonnellate, pari al 10%) riflette ampiamente la gravità della crisi economica in corso.

Ma aumenta la fattura petrolifera: 35 miliardi
La fattura petrolifera italiana per il 2012 si stima a 35 miliardi di euro con un aumento di circa 450 milioni (+1,3%) rispetto all'anno precedente, nonostante il calo dei consumi. L'indicazione viene dall'Unione petrolifera in occasione della pubblicazione del pre-consuntivo 2012 che indica come l'aumento è la conseguenza del peggioramento delle quotazioni internazionali del greggio (+2,5%) e del cambio euro-dollaro (-7,8%).

Con la fattura giunta a 35 miliardi è stato superato l'esborso record dell'ultimo decennio, toccato nel 2008, ma consumando 17,4 milioni di tonnellate in meno. Nel 2013, nel caso di un consumo di prodotti petroliferi analogo a quello di quest'anno, un intervallo di prezzi tra 100 e 120 dollari al barile e un cambio euro-dollaro vicino all'attuale, la fattura petrolifera potrebbe oscillare in una forchetta compresa tra un minimo di 30,6 e un massimo di 38,2 miliardi.

Per quanto riguarda, invece, la fattura energetica, nel 2012 si stima a 65 miliardi (+3,3%) mentre nel 2013 potrebbe ridursi di oltre 3 miliardi nell'ipotesi di un'ulteriore contrazione delle fonti fossili.

Fisco protagonista: gettito a quota 42 miliardi
Il gettito fiscale sugli olii minerali, ovvero su tutti i prodotti petroliferi, ha sfiorato nel 2012 i 42 miliardi, 3,8 miliardi in più del 2011, pari ad un incremento del 10%. Lo dice l'Unione Petrolifera che sottolinea come il valore sia il più alto mai registrato. Dei quasi 4 miliardi di aumento, 3,3 miliardi derivano solo dalle accise.

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