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Questo articolo è stato pubblicato il 16 gennaio 2013 alle ore 14:32.
L'ultima modifica è del 17 gennaio 2013 alle ore 23:00.
(Ansa)
Sono circa cento gli ostaggi stranieri liberati dei 132 catturati dai jihadisti nell'attacco al sito di In Amenas, nel sudest dell'Algeria. Lo riferisce l'agenzia di stampa ufficiale algerina Aps, che in precedenza aveva dato notizia del rilascio di più della metà degli ostaggi stranieri. Gli ostaggi, precisa l'Aps, sono stati liberati dalle forze di sicurezza algerine. da ieri impegnate nell'operazione militare lanciata per liberare decine di occidentali e centinaia di algerini presi in ostaggio da un commando islamista nella centrale gasiera situata nel Sahara algerino come rappresaglia all'attacco francese in Mali. Il commando jihadista ha chiesto un negoziato per mettere fine all'intervento miliare in Mali e il rilascio di alcuni prigionieri degli Stati Uniti. Fonti governative statunitensi fanno sapere che la crisi è «ancora in corso» e si tratta di una situazione «sensibile» aggiungendo che «la priorità è la sicurezza degli ostaggi».
Sarebbe canadese intanto il sequestratore definito ieri "anglosassone" dalla stampa algerina per i tratti somatici. Gli altri, aggiunge la fonte, sono originari di Algeria, Mali, Egitto, Niger e Mauritania.
I combattimenti all'interno del sito della Bp in Algeria non si sono ancora conclusi. Dopo le dichiarazioni fatte questa mattina da un portavoce del governo britannico, giunge una conferma anche dall'agenzia ufficiale algerina Aps, secondo la quale le unità speciali dell'esercito che stanno operando nel compound di In Amenas hanno accerchiato una costruzione all'interno della quale si troverebbero terroristi e un numero imprecisato di ostaggi. Il luogo sarebbe dentro l'impianto di trattamento del gas di Tiguentorine.
La crisi è iniziata mercoledì quando un commando di una sessantina di miliziani islamici ha preso in ostaggio 41 occidentali e centinaia di algerini in un sito di estrazione del gas nel Sahara algerino.
Fonti dei servizi di sicurezza locali hanno dichiarato alla Reuters che sono almeno 30 gli ostaggi uccisi, sette dei quali stranieri (e tra questi 2 giapponesi, 2 britannici e un francese); mentre sarebbero ben 22 gli stranieri (14 giapponesi e 8 norvegesi) di cui non si hanno notizie. Almeno undici i militanti morti durante l'assalto dell'esercito. Nei combattimenti sarebbe morto anche il capo del commando, Abu Al-Baraa.
L'attacco di terra e degli elicotteri militari algerini scattato ieri ha preso di mira un convoglio con cui i terroristi stavano tentando di trasferire più a sud una parte dei sequestrati stranieri. Ma l'esito dei blitz del governo nordafricano, per liberare gli ostaggi, è stato ben descritto, quando ancora il tentativo era ancora in corso, da Francois Hollande con queste parole: «La faccenda ha preso una piega drammatica». Un diplomatico straniero da Algeri ha ammesso che l'intervento «non è andato molto bene per gli ostaggi» mentre il ministro della Comunicazione, Mohamed Said, ha ammesso l'esistenza di «diversi morti e feriti».
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