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Questo articolo è stato pubblicato il 26 gennaio 2013 alle ore 09:00.

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Entrano i Monti-bond, escono i Tremonti-bond. Ma non esistono porte scorrevoli per questi due ibridi, non bond, convertibili «molto subordinate» per il patrimonio di vigilanza Core Tier 1 del Montepaschi. Quelli firmati Tremonti erano nati per tutte le banche. Quelli del governo Monti sono stati fatti su misura per la banca senese e per centrare gli obiettivi fissati dall'Eba.

È quindi inevitabile, e comprensibile, che vi siano differenze anche sostanziali tra i Monti-bond (con interessi che potranno essere pagati parzialmente o totalmente con azioni o con gli stessi ibridi) e i Tremonti-bond (con cedola pagata in cash). Gli strumenti ibridi che l'assemblea del Monte ha approvato ieri riflettono l'impostazione del "buffer convertible capital securities" predisposta dall'Eba per alzare il Core Tier 1 al 9%: l'Autorità bancaria europea lo scorso ottobre aveva indicato il "backstop" del Montepaschi attraverso la sottoscrizione da parte del Mef di speciali convertibili subordinate, per colmare «l'ammanco patrimoniale» senza far scattare gli aiuti di Stato.

Il Governo Monti, sotto copertura europea, ha dunque aperto a Mps nuovamente l'accesso alle casse dello Stato a condizioni straordinarie, su misura: i Tremonti-bond erano stati concepiti come rete di sicurezza in più a un sistema bancario italiano comunque solido, quando invece quello di molti altri Stati era andato in mille pezzi. I Monti-bond sono serviti a rafforzare il patrimonio di una banca in particolare, il Monte, così come indicato dall'Eba (che ha valutato le singole situazioni patrimoniali in Europa attraverso le banche centrali nazionali). Così i nuovi ibridi, sostituendosi ai vecchi, consentiranno al Montepaschi - nel caso di esercizio non in utile - di pagare interessi in azioni.

Anche il costo dei due "bond" cambia perchè la situazione di mercato e i prezzi di mercato sono cambiati. I Tremonti-bond partivano dall'8%. Nel caso di quelli che più propriamente andrebbero chiamati Mps-bond, si parte da un 9% incrementato dello 0,5% ogni due esercizi fino a raggiungere il 15% (9,5% nel 2014 e 2015, 10% nel 2016 e 2017 e così di seguito). Per i Monti-bond, nel caso di pagamento in azioni, non c'è regalo con calcolo a valore di patrimonio (0,80 centesimi circa) : si userà il valore di mercato (0,20 circa, quindi più azioni).

Stando agli esperti della materia, i nuovi strumenti presentano novità anche negli impegni sottoscritti dall'emittente, nelle condizioni della conversione in azioni (non c'è scadenza perchè l'ibrido è a metà strada tra il bond e l'equity), e nella facoltà di riscatto a favore dell'emittente.
Gli ibridi varati a firma del Governo Monti impegnano Mps a non procedere a riduzioni di capitale e a comunicare tutte le variazioni con impatto negativo rilevante sulla propria situazione patrimoniale finanziaria o reddituale «che dovessero intervenire prima della sottoscrizione dei titoli» e successivamente al 30 giugno 2012.Il Monte dovrà inoltre rispettare una politica di remunerazione e incentivazione concordata con la Banca d'Italia e «non fare riferimento alcuno nelle proprie campagne pubblicitarie alla sottoscrizione da parte del Ministero dei Nuovi strumenti» e anche a non intraprendere «politiche commerciali aggressive che non sarebbero state effettuate senza la sottoscrizione da parte del Mef di questi nuovi strumenti».
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