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Questo articolo è stato pubblicato il 29 gennaio 2013 alle ore 16:03.

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Vuoi licenziare la colf? Devi versare 1.500 euro per il sussidio di disoccupazioneVuoi licenziare la colf? Devi versare 1.500 euro per il sussidio di disoccupazione

In tempi di bilanci familiari sempre più difficili da far quadrare, si potrebbe pensare di ridurre le uscite rinunciando all'aiuto di una collaboratrice o un collaboratore domestico. Si perde qualche ora di tempo libero o di sonno, si riprendono in mano stracci e spazzolone, ma in compenso a fine mese ci si ritrova con qualche centinaio di euro in più. Il ragionamento fila, se non fosse che per licenziare la colf si devono sborsare anche 1.451,30 euro.

La novità, arrivata con il 2013, è una conseguenza della legge di riforma del mercato del Lavoro (la 92/2012) che ha introdotto, tra le altre cose, l'Aspi (assicurazione sociale per l'impiego) una nuova forma di tutela economica per chi perde il lavoro. Ebbene, in base a quanto previsto dalla legge, a fronte dell'interruzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato per causa diversa dalle dimissioni (per esempio il licenziamento), il datore di lavoro deve versare all'Inps un'una tantum che serve a finanziare l'Aspi.

L'ammontare di riferimento del contributo è pari a 483,80 euro ogni dodici mesi di anzianità lavorativa presso lo stesso datore di lavoro e va parametrato alla durata effettiva del rapporto, con un massimo di tre annualità. Quindi si può essere chiamati a pagare fino a 1.451,40 euro, indipendentemente dal numero di ore lavorate, perché conta solo la durata del contratto.

Al momento, però, l'Inps non ha fornito indicazioni sulle modalità di versamento (come precisato nella circolare 140 del 2012). Il contributo, insomma, è già in vigore, ma anche volendo non si sa come versarlo.

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