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Questo articolo è stato pubblicato il 07 marzo 2013 alle ore 18:53.

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Tracce di Cesio 137, oltre la soglia prevista dai regolamenti in caso di incidente nucleare, sono stati riscontrati in seguito a controlli nella lingua e nel diaframma di cinghiali del comprensorio alpino della Valsesia. Sono stati analizzati campioni di lingua e diaframma di capi abbattuti durante la stagione venatoria 2012/2013. Su 27 campioni il livello di Cesio 137 è risultato superiore allo soglia indicata dal Regolamento 733 del 2008, come limite tollerabile in caso di incidente nucleare.

Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, in contatto con le autorità sanitarie e la presidenza della Regione Piemonte, ha immediatamente attivato il comando dei carabinieri del Nas e del Noe, nel cui reparto operativo è inserita una sezione inquinamento da sostanze radioattive, (orientata al contrasto di traffici illeciti di rifiuti e materiali radioattivi e dotata di complessi laboratori mobili di rilevamento), che insieme alla direzione generale per l'igiene e la sicurezza degli alimenti e la nutrizione dello stesso Ministero coordineranno tutti gli accertamenti. La prima riunione urgente di coordinamento è prevista domani mattina, 8 marzo.

Esperta dell'Enea: origine solo artificiale
Sarebbe necessariamente artificiale la natura del cesio 137 trovato nella lingua e nel diaframma di 27 cinghiali in Valsesia (Vercelli), ma al momento è difficile risalire all'origine, ha detto commentando la notizia la responsabile dell'Istituto di Radioprotezione dell'Enea, Elena Fantuzzi.

«Il cesio 137 è un radionuclide artificiale prodotto dalla fissione nucleare. Viene rilasciato quindi da siti nucleari». Le ipotesi più immediate sono quelle secondo cui potrebbe essere stato rilasciato in seguito all'incidente nella centrale nucleare di Chernobyl del 1986, ma bisogna considerare anche i siti nucleari nella zona, fra i quali la centrale di Trino Vercellese smantellata nel 1987 e il sito sperimentale dell'Enea a Saluggia.

«Tuttavia - rileva l'esperta - è vero che la presenza del cesio 137 viene monitorata costantemente a livello nazionale e le quantità rilevate sono inferiori ai valori soglia, che sono molto bassi. I valori rilevati - aggiunge - non sono mai stati preoccupanti». Secondo Fantuzzi bisognerebbe considerare il metabolismo dei cinghiali, capire se ha caratteristiche tali da favorire l'accumulo del cesio 137 al di sopra dei limiti considerati sicuri.

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