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Questo articolo è stato pubblicato il 13 marzo 2013 alle ore 14:37.

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Potenziamento delle strutture a disposizione di università ed enti di ricerca. Acquisto di beni e servizi innovativi per migliorare la vita dei cittadini. Sostegno alle start-up e alla competitività delle imprese. Sono le tre strade che i ministri dell'Istruzione e dello Sviluppo economico, Francesco Profumo e Corrado Passera, vogliono perseguire con altrettanti bandi per l'innovazione al Mezzogiorno. A disposizione ci sono i 256,5 milioni di euro con le risorse riprogrammate del Piano di Azione coesione.

Più innovazione nella Pa
La dote più ampia di risorse andrà alle azioni di sostegno all'innovazione attraverso l'acquisto, da parte di soggetti pubblici, di beni e servizi innovativi per fornire alla collettività servizi di elevata qualità. Lo stanziamento previsto è di 150 milioni di euro: di cui 100 messi a disposizione dal Miur e 50 dal Mise. Che verranno utilizzati per avviare la sperimentazione di appalti pre-commerciali in un ampio spettro di settori tecnologici e domini applicativi, da selezionare in coerenza con le vocazioni industriali e le priorità di sviluppo dei territori, nonché con le indicazioni del VIII Programma quadro di ricerca e innovazione Horizon 2020. La prima fase della selezione si concluderà il 28 giugno. L'obiettivo dei bandi pre-commerciali - spiega il ministro Profumo - è «dare centralità alla Pa, intesa come driver dell'innovazione. Partendo dalle sue richieste, sollecitate dai cittadini, vogliamo generare nuovi prodotti e innovazione di sistema».

Potenziamento infrastrutturale al Sud
A disposizione delle quattro Regioni della Convergenza (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia) ci sono poi i 76,5 milioni stanziati per un altro bando: quello destinato al potenziamento delle strutture di servizio di atenei e centri di ricerca. E ciò attraverso tre linee di intervento. La prima prevede la creazione, l'adeguamento, il rafforzamento e il consolidamento strutturale di reti telematiche e infrastrutture digitali (Ict), sul modello di quelle esistenti, mediante lo sviluppo e l'adozione di soluzioni innovative e tecnologicamente avanzate. La seconda riguarda invece il potenziamento di strumentazioni e dotazioni logistiche e infrastrutturali, necessarie per il monitoraggio ambientale e territoriale. A cui si aggiunge la terza linea destinata alla realizzazione strutturale di sistemi di gestione di banche dati per i prodotti e i risultati della ricerca attraverso soluzioni standard aperte, nella logica dell'open government e dell'open access.

Progetti per il sostegno delle start-up
Il terzo bando ha l'obiettivo di sostenere la competitività delle imprese, in particolare delle micro, piccole e medie imprese delle Regioni della Convergenza attive da meno di sei anni (start-up o spin-off). Se possibile in collaborazione con università, centri di ricerca, Pa e grandi imprese. Sul piatto ci sono 30 milioni di euro, da dividere in quattro iniziative: Big Data (8 milioni), Cultura a impatto aumentato (14 milioni), Social Innovation Cluster (7 milioni) e Contaminations Labs (1 milione). Strumenti che, nell'intenzione del ministro Passera, costituiscono un'altra «dimostrazione della voglia di fare e di innovare che c'è nel nostro Paese e su cui bisogna continuare a investire». Testimoniata anche dalle oltre 300 start-up innovative che, in attesa che l'attuazione delle norme contenute nel decreto sviluppo-bis giunga a compimento, già si sono iscritte alle Camere di commercio

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