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Questo articolo è stato pubblicato il 27 marzo 2013 alle ore 08:08.

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Nella notte, a conclusione di un'articolata attività di indagine diretta dalla Procura della
Repubblica di Milano, i Carabinieri del Comando provinciale hanno individuato e arrestato il responsabile dell'omicidio di Giovanni Veronesi, assassinato a Milano il 21 marzo scorso durante una rapina alla sua gioielleria. Nel corso dell'operazione è stata rinvenuta gran parte della refurtiva frutto della rapina alla gioielleria.

I carabinieri del Nucleo investigativo lo hanno infatti catturato in Spagna, dove era giunto scappando attraverso il confine con la Francia. Gli investigatori si trovavano nel Paese iberico già da domenica scorsa. Oggi l'uomo dovrebbe essere interrogato ai fini dell'estradizione.

C'è l'immagine del killer di Giovanni Veronesi, il gioielliere ucciso a Milano venerdì scorso nel suo negozio in via dell'Orso. L'uomo di mezza età, ripreso dalle telecamere esterne all'oreficeria, appare di fianco, ripreso di spalle e con la testa un po' piegata. Gli inquirenti, coordinati dal procuratore aggiunto Alberto Nobili e dal pm Gian Carla Serafini, stanno mostrando questi frammenti di immagini alle persone vicine allavittima, ma per il momento non è stata individuata l'identità dell'assassino.

Violenza in provincia di Bergamo
Preso e pugni e legato con delle fascette, insieme alla sua commessa, da tre rapinatori. È quanto accaduto questa mattina a Seriate, in provincia di Bergamo, a un gioielliere di 68 anni, Francesco Zambetti, titolare del centrale negozio «La casa dell'orologio». Secondo quanto riferito dai carabinieri, i malviventi, una volta entrati, avrebbero minacciato oreficie e commessa per farsi aprire la cassaforte. Zambetti avrebbe tentato di reagire, ma i tre, pur non essendo armati, hanno avuto la meglio, portando via tutti i preziosi presenti nella cassaforte. Entrambe le vittime sono state dimesse dall'ospedale e non hanno riportato ferite. È attualmente in corso l'analisi dei filmati delle videocamere presenti nella gioielleria per identificare i rapinatori, tutti con il volto parzialmente coperto.

Arresti in provincia di Treviso
Quattro campani sono stati arrestati dai carabinieri di Treviso a conclusione delle indagini sul ferimento con un colpo di pistola di un gioielliere trevigiano, l'8 novembre scorso a Pieve di Soligo, durante la rapina al suo negozio. Uno degli indagati, un campano residente nella Marca trevigiana, era il basista della banda, mentre gli altri tre corregionali erano arrivati nella città veneta giusto il tempo per fare il colpo. Poi, con il bottino, sono rientrati a casa sicuri che non sarebbero stati rintracciati. Le indagini dell'Arma erano iniziate basandosi, in un primo tempo, sul fatto che ad agire erano malviventi italiani, ma ad accelerare l'inchiesta sono state le analisi dei filmati delle telecamere a circuito chiuso del negozio ed una traccia, che si è rivelata utile per il Dna. L'8 novembre tre banditi, armati di pistola, sono entrati nel negozio, hanno arraffato i gioielli e stavano per fuggire, quando il commerciante ha inveito loro contro, insultandoli. Ciò ha provocato la reazione di un malvivente, che si è girato, sparando un colpo di pistola che ha ferito gravemente il
gioielliere.

In Campania
Cinque fermi sono stati eseguiti nel corso di una operazione congiunta di polizia e carabinieri nei confronti di appartenenti a una banda di rapinatori attiva in provincia di Caserta. I cinque sono ritenuti responsabili di una rapina avvenuta il 14 marzo scorso in una gioielleria di San Prisco, comune del Casertano. Durante la rapina furono aggrediti e percossi i titolari della gioiellerie.
Inoltre nel corso della fuga a bordo di due auto i malviventi speronarono la vettura della polizia che li aveva intercettati. L'inseguimento si concluse con la cattura in flagranza di due rapinatori mentre gli altri cinque riuscirono a dileguarsi.
Stamattina gli agenti del commissariato di Santa Maria Capua Vetere, diretti dal vicequestore Pasquale Trocino, e i carabinieri del comando provinciale sono riusciti a catturare i rapinatori eseguendo i decreti di fermi emessi dalla procura: si tratta dei pregiudicati Aniello Di Biasi, Mario Cuozzo Nasti, Giovanni Cesaro, Giuseppe Pimpinella e Giovanni Pimpinella. Nell'immediatezza del fatto furono arrestati Mario Castaldi e Nicola Di Chiara.

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