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Questo articolo è stato pubblicato il 05 aprile 2013 alle ore 20:36.

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Comuni, Regioni e Province non sfuggono, per ora, alla stretta del regolamento EMIR della Ue sui derivati over-the-counter: solo le banche centrali, la Bri, alcuni enti finanziari multilaterali e le agenzie per la gestione del debito pubblico sono del tutto esenti dall'applicazione delle nuove regole di trasparenza e gli obblighi di utilizzo delle controparti centralizzate.

Per gli enti locali e territoriali in Italia l'obbligo della segnalazione dei nuovi contratti derivati stipulati dopo il primo luglio 2013 si porrà solo in linea teorica: l'attività in derivati si è bloccata del tutto negli ultimi anni in attesa di un regolamento del Tesoro sulla materia che finora non si è materializzato. Per Comuni, Province e Regioni e per le società partecipate e controllate dagli enti locali e territoriali resta tuttavia il problema della gestione del pregresso, sia sotto il profilo del "reporting" che nel rispetto dell'obbligo dell'uso di controparti centralizzate o di garanzie collaterali alternative: per le posizioni sopra le soglie del valore nominale dei derivati, come stabilite dal regolamento (per approfondimenti, si veda il Dossier Derivati).

Al momento, stando a un'interpretazione restrittiva della norma, le esenzioni all'applicazione dell'EMIR si contano sulla punta delle dita di una mano: le banche centrali, la Banca dei regolamenti internazionali e i debt offices che dovrebbero essere le agenzie per la gestione del debito pubblico dell'amministrazione centrale.

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