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Questo articolo è stato pubblicato il 09 aprile 2013 alle ore 09:21.

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Pier Luigi Bersani (Ansa)Pier Luigi Bersani (Ansa)

Pier Luigi Bersani è pronto ad un passo indietro se non dovesse andare in porto la sua proposta del doppio registro per formare il nuovo governo, ma è anche convinto che «Finchè non c'è chi può dare le carte, il prossimo capo dello Stato, facciamo chiacchiere. Questa settimana deve essere dedicata alla scelta del prossimo presidente». Lo ha detto lo stesso segretario del Pd questa mattina intervenendo ad Agorà su Raitre.

Nel suo intervento, Bersani ha fatto anche riferimento all'appello lanciato ieri dal presidente della Repubblica per «l'inedita larga intesa» fatta nel '76. La mia, ha spiegato Bersani, «è una proposta di comune responsabilità democratica, è una proposta a modo mio di larghe intese. Pdl e M5s, loro hanno detto no, non io». E aggiunge: «A proposito di larghe intese, e governissimi, io ho vissuto la fase finale del governo Monti. Noi siamo rimasti lì e Berlusconi si è 'dato' tre mesi prima. Noi siamo leali fino all'ingenuità... Quando lo incontro glielo dico: 'Ti conosco, mascherina'... Noi abbiamo già dato».

Dopo aver spiegato la formula del doppio registro, Bersani ha commentato: «Altre proposte non fanno per me, e io sono disposto ad un passo indietro per il mio Paese. Se c'è qualcosa al di sotto di questo ci acconceremo, ma non bastano alle esigenze del Paese». «Togliamo di mezzo questa bersanite acuta - ha poi aggiunto - io sono a disposizione: se servo bene, altrimenti mi tolgo di mezzo». Il segretario del Pd "apre" poi all'ipotesi di tornare alle norme elettorali precedenti all'attuale "Porcellum": «Penso che forse si può valutare una revisione del Mattarellum». No invece all'idea di tornare alle urne a breve: «Sono assolutamente negativo sull'ipotesi di tornare alle elezioni».

Rispondendo al conduttore Gerardo Greco, Bersani ha ribadito la sua assoluta contrarietà ad ogni ipotesi di governo di larghe intese: «Soluzioni di governissimo, che poi vogliono dire io, Berlusconi e Monti, sarebbero l'occasione per ribadire e rafforzare il distacco e lo scoramento degli italiani rispetto alla politica. Questa formula ci paralizzerebbe. Tutto quello che sta al di sotto della proposta del Pd del governo di cambiamento non é utile, sta al di sotto rispetto alle esigenze del Paese. Non é indisponibilità ad ascoltare altre ipotesi. Ma non riguarderebbero me».

Quanto all'incontro con il leader del Pdl, Bersani ha annunciato che si farà «Giovedì o venerdì» e riguarderà «il metodo per eleggere il nuovo presidente della Repubblica». Bersani, pur garbatamente, ha poi polemizzato con Berlusconi: «Lui è simpatico, e ha detto che io ho accettato di incontrarlo: io non ho mai avuto preclusioni, è lui che non è venuto alle consultazioni per incontrarmi».

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